Regionali Campania 2020, De Luca vede Italia Viva: le liste scendono a dieci

Sabato 13 Giugno 2020

Nel centrosinistra è il momento dello scouting per chiudere le liste elettorali. Con qualche veleno nel Pd per l'affollamento e il pressing per entrare nelle liste civiche deluchiane e il rischio che il listino democrat perda appeal. Questione di risiko complicati. Anche se i problemi ci sono anche per le varie liste deluchiane. A guardare tutta la coalizione, si medita, in queste ore, di non arrivare a un totale di 16 liste e fermarsi a 10. Altrimenti il rischio di cannibalizzarsi a vicenda diventa concreto. Ma stamattina sarà tutto più chiaro perché il governatore uscente dà ufficialmente il via alla sua campagna elettorale. Per la prima volta dopo settimane, infatti, lascia i temi dell'emergenza Covid e con Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Iv, presenta stamani a Napoli l'accordo con i renziani.

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Iniziamo dal partito di Zingaretti che è ancora alla caccia di una capolista donna. Si cerca un esponente della società civile, fuori dai normali schemi di partito, che catalizzi i voti democrat dei sindaci napoletani. In particolare quello di Portici (Enzo Cuomo) e di Pozzuoli (Vincenzo Figliolia) che intendono dare così il proprio contributo alla competizione. E, ovviamente, pesare politicamente dopo il voto. Scontata la ricandidatura dei consiglieri del Pd uscenti, ci sono due ritorni dopo un fermo ai box. Si tratta dell'ex parlamentare Massimiliano Manfredi e dell'ex deputato ed ex sindaco di Afragola, Mimmo Tuccillo.

Ma i malumori in casa democrat si respirano sul versante femminile. Non va proprio giù, infatti, che tre assessore regionali abbiano scelto le liste civiche e non il Pd per candidarsi. Si tratta della Fortini (con De Luca presidente a Napoli), Palmeri (Campania Libera a Caserta) e della Marciani (a Napoli ma ancora senza una collocazione precisa). Il 22 giugno è stata già convocata una direzione provinciale del Pd per discutere del problema ma l'obiettivo è di mettere alle strette il segretario regionale Leo Annunziata accusato di non aver alcun peso nella composizione e nello schema delle liste della coalizione deluchiana. Infine, sempre per rimanere nelle liste del Pd, dovrebbero trovare qui ospitalità anche un paio di nomi di Articolo 1 perché difficile riescano a fare una lista propria.
 


È Campania Libera, tra le civiche deluchiane, che nutre grandi ambizioni in questa competizione elettorale. «Partecipiamo alle prossime elezioni regionali rivendicando il nostro ruolo svolto in questi 5 anni con assoluta serietà e totale sostegno all'azione del presidente De Luca. Siamo convinti di ottenere un risultato elettorale importante perché si sta realizzando una forte condivisione da parte di candidature forti perché radicate sui territori. Ambiamo a diventare la seconda lista della coalizione», preannuncia, infatti, il presidente di Campania Libera Tommaso Casillo.

E tra la sua lista e quella di De Luca presidente si registrano la maggior parte delle new entry. Ad un percorso in una di queste due liste, ad esempio, è interessata Flora Beneduce appena uscita da Forza Italia ma qui si candida anche un'altra ex azzurra, come Paola Raia, ex consigliera cosentiniana di ferro che, appena 5 anni fa, fu costretta a non scendere in campo nonostante avesse già tappezzato di manifesti mezza Napoli. Un lustro fa il Pd si mise di traverso e alla fine non se ne fece nulla perché era ancora fresca la sua militanza nelle file cosentiniane. Ma stavolta sembra acqua passata. Sempre nelle civiche scendono in campo il consigliere comunale, eletto con de Magistris, Gabriele Mundo, l'ex sindaco di Mugnano Giovanni Porcelli e Raffaele Coppola, attuale sindaco di Liveri con un passato in Fi. E, ancora, si ricandida il consigliere uscente De Pascale, il consigliere comunale Nino Simeone e Francesco Chirico, presidente della II Municipalità. Insomma, alla fine, De Luca sembra fare il pieno nel bacino di Forza Italia ma anche nelle file dei consiglieri eletti nella coalizione dell'odiato sindaco de Magistris.

Più complicato, invece, il discorso per i centristi demitiani. Potrebbero, è il caso dell'ex sottosegretario Gioacchino Alfano, non presentare una propria lista e trovare ospitalità anche loro nelle civiche deluchiane.

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