Regionali Campania 2020, De Luca lavora alla nuova giunta e respinge l'assalto dei centristi: «Sarà giunta tecnica»

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

La squadra degli assessori nel giro di una manciata di giorni. Correrà, a questo punto, Vincenzo De Luca per evitare che ras e partitini vari gli possano chiedere il conto della vittoria schiacciante a Santa Lucia. E per evitare di pagare cambiali varie, l’ex sindaco di Salerno deve per forza pigiare il piede sull’acceleratore e non dare il tempo di galvanizzare il consenso dei singoli partiti. L’ha capito subito dopo l’elezione dell’altra notte quando i suoi alleati hanno iniziato a rimarcare il proprio contributo. Ex dc come Mastella ma anche i renziani che qui in Campania hanno preso percentuali che nemmeno in Toscana. 

Se i partiti erano considerati inutili orpelli 5 anni fa con una vittoria di misura, figuriamoci oggi. Ma De Luca anche asfaltando simboli vari avrà comunque un corpaccione di 13-14 liste che avanzeranno richieste e pretese. «Abbiamo sfondato il muro dei 100mila voti. Dopo anni di sofferenza: rieccoci», mette subito in chiaro ieri mattina Clemente Mastella che conquista due consiglieri ed è primo partito nella sua Benevento. E figuriamoci se l’ex ministro non tenterà di chiedere un assessorato per l’appoggio reso. Non un favore da poco da chi, appena pochi mesi fa, era pronto a scendere in campo come governatore del centrodestra prima della liason con De Luca. E ieri, sempre Mastella, invia un altro messaggio: «Con De Mita e i renziani arriviamo al 15 per cento». Chiaro ed inequivocabile che ci tenga a far sentire il peso dei centristi che sono stati la croce dei governi di Bassolino e degli esecutivi nazionali dell’Ulivo. 

LEGGI ANCHE Ecco il nuovo Consiglio: 32 seggi alla maggioranza 

E così anche i renziani di Italia Viva, forti della perfomance più alta d’Italia (7,5 per cento e tre consiglieri eletti), che rimarcano il loro peso: «Siamo clamorosamente la terza forza con più del 6 per cento. Più di Fdi, della Lega e di Fi», twitta a urne ancora calde il parlamentare Gennaro Migliore. E con 3 consiglieri più magari i centristi si può formare un gruppo che può condizionare il governatore. Se accanto ci metti, ad esempio, i 2 mastelliani e i due di Centro moderato. Insomma la maggioranza dura e pura potrebbe essere non così compatta su tutti i provvedimenti. 
 

 

Ma scordatevi che De Luca vari una squadra politica sotto le pressioni degli alleati. Giunta tecnica era, giunta tecnica sarà anche a questa tornata. Anzi, dove possibile, si applicherà il principio della continuità. 
Da qui l’accelerazione senza rinunciare ad alcune pedine. Anzitutto il suo vice che è e rimarrà Fulvio Bonavitacola. Con quest’ultimo c’è un rapporto di simbiosi che risale agli anni del Pci ed è l’unica persona di cui De Luca si fida ciecamente. Ettore Cinque al Bilancio e Bruno Discepolo all’Urbanistica pure rimangono pedine nevralgiche. Il primo perché è stato tra gli protagonisti dell’uscita della sanità dal commissariamento, il secondo è tra gli autori della nuova legge urbanistica a cui l’ex sindaco di Salerno tiene molto. Sarebbe questo il pacchetto di mischia non modificabile a cui si potrebbe aggiungere Antonio Marchiello. Mentre Lucia Fortini e Corrado Matera, assessori uscenti e eletti consiglieri, potrebbero uscire dalla giunta per fare spazio in giunta. Ma sempre a nomi tecnici. Non confermata, invece, la Palmeri bocciata dalle urne. 
 
Video

E il Pd che rimane il primo partito della coalizione deluchiana? Qui il discorso si fa più complicato. In teoria i democrat potrebbero accampare eccome un posto in giunta. A cominciare da Mario Casillo, capogruppo Pd uscente, che, non è un segreto, ambisce da sempre alla delega sui trasporti. E a questa tornata forte di 42mila e rotti voti (10mila in più di 5 anni fa) è più che legittimato a chiedere l’ambita delega. Lo accontenterà De Luca? Potrebbe farlo perché della pattuglia dei 5 consiglieri pd eletti solo uno, il salernitano Franco Picarone, è strettamente deluchiano. Non così gli altri: i napoletani Casillo e Raia sono di area riformista e legati al deputato Lello Topo, Massimiliano Manfredi è stato eletto dal duo Bettini-area Dem (Teresa Armato) mentre Bruna Fiola e il casertano Oliviero non sono legatissimi al presidente. Paradossi di una vittoria schiacciante sì ma che ha fatto fuori tutti gli uscenti del Pd legati a De Luca come Nicola Marrazzo, Antonio Marciano, Gianluca Daniele ed Enza Amato, prima dei non eletti. Si potrebbe recuperare quest’ultima solo se Casillo viene promosso assessore e si dimette da consigliere. Ma è difficile che De Luca molli questa delega. 

Ultimo aggiornamento: 11:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA