Regionali Campania 2020, De Luca con sette liste civiche in più e il Pd teme la debacle

Sabato 25 Luglio 2020 di Adolfo Pappalardo

Il nervosismo del Pd registra in queste ore i suoi livelli più alti. Per l'allarme rosso scattato tra alcuni consiglieri e tra i dirigenti del partito che temono risultati deludenti alle regionali nonostante i pronostici di vittoria del candidato De Luca. Tra la difficoltà a trovare nomi competitivi nelle liste per attrarre voti e il nuovo risiko deluchiano: dopo aver raggiunto l'accordo con il Pd per chiudere la coalizione a 10 liste, ora si è arrivati di nuovo a 16-17. Perché il governatore uscente non vuole solo vincere ma far scattare il super premio di maggioranza che assegna, dopo il 60 per cento, un consigliere in più ogni 2 per cento in più di voti.

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Veleni e malesseri che albergano dalle parti del Pd da settimane ma che, due giorni fa, diventano scontro durissimo tra il segretario di Napoli Marco Sarracino e quello regionale Leo Annunziata, accusato, in sintesi, di essersi appiattito troppo al verbo deluchiano. Compreso il fatto che non ci sia alcun argine al proliferare delle liste civiche rischiando di danneggiare proprio il partito di Zingaretti. E il segretario nazionale invece conta sulla Campania per mettere un po' di benzina al motore del partito. E di questo passo il Pd rischia, anche in caso di vittoria, di non essere il primo partito. Che poi è il trofeo che inseguono anche la Lega e i grillini a questa tornata elettorale. E, conti alla mano, il Pd ora trema. Anzitutto perché su 9 consiglieri uscenti, 2 o 3 rischiano di non essere eletti di nuovo. L'indice viene puntato su chi si candida nelle civiche. A cominciare dalle tre assessore della giunta regionale. Senza contare casi limite che potrebbero risultare imbarazzanti assai per partito e coalizione. A Benevento, ad esempio, c'è il rischio che non scatti il consigliere democrat ma risulti eletto il nome di una civica deluchiana o, peggio, di quella imbastita da Clemente Mastella in favore del governatore. E casi simili si registrano anche nelle altre province. Insomma il Pd vincerebbe perché all'interno della coalizione ma si potrebbe dimenticare l'ambito trofeo di partito più votato in Campania in questa tornata.

A questo si somma il fatto, vedi il caso della circoscrizione di Napoli, che al momento la lista democrat risulta poco performante. «Su 27 nomi appena 11 sono quelli competitivi: il rischio è che gli altri siano poco più di riempilista. Perché molti desiderosi di candidarsi preferiscono approdare verso liste deluchiane, considerate più sicure», ragiona un dirigente democrat napoletano assai preoccupato per la piega che ha ormai preso la vicenda.

In questo clima, velenosissimo, si consuma quindi lo scontro tra i due segretari scoppiato in un feroce scambio di lettere diventato pubblico. I due al momento non si rivolgono nemmeno la parola ma ci sono un paio di sherpa che stanno tentando di ricucire perché un duello così alla vigilia del voto diventa pericoloso. Senza contare che le strade per il Pd sono impervie non solo per le regionali, come dicevamo, ma anche per le amministrative. Con molti comuni dove non si riesce a chiudere sui candidati sindaco, a cominciare da Pompei dove il simbolo potrebbe non essere messo in campo. E sarebbe la seconda volta nel giro di pochi anni. Da qui anche la convocazione di Sarracino e Annunziata a Roma, la prossima settimana.
 


«Le liste sono messe a punto dai segretari provinciali ed approvate dal regionale. È lo schema classico», ragiona Nicola Oddati, membro della segreteria nazionale con la responsabilità dell'iniziativa politica che vedrà i due con la collega degli enti locali, Caterina Bini.

L'ex segretario napoletano dei Ds cerca di smorzare lo scontro ma non nasconde il problema. «È chiaro che bisogna lavorare per fare liste competitive e per questo chi è del Pd deve candidarsi in questo partito, non cercare facili scorciatoie. Occorre individuare una strategia generale in cui nel risultato finale il Pd raggiunga - ragiona ancora Oddati - un buon risultato. Questo a prescindere dalla competizione delle liste della nostra coalizione che è qualcosa di naturale».

Infine Oddati fa una raccomandazione a Sarracino ed Annunziata: «I due segretari lavorino ventre a terra seguendo questo schema ed evitando polemiche proprio alla vigilia del voto».

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