Regionali Campania 2020, il piano di Forza Italia per spingere Caldoro: Berlusconi capolista

Giovedì 2 Luglio 2020 di Adolfo Pappalardo

Nel Pd la chiamano la maledizione dei capilista e ci vanno cauti. In Forza Italia, invece, no ma pure ora hanno lo stesso problema in vista delle regionali: devono trovarlo. E tra gli azzurri ora serpeggia la pazza idea che sia Silvio Berlusconi.

Nel 2010, quando Caldoro vinse la corsa per Santa Lucia, capolista era la parlamentare Mara Carfagna; cinque anni dopo, nel match della disfatta del centrodestra era la deputata Alessandra Mussolini. Nel primo caso l'allora ministro stracciò ogni record per una tornata di regionali con i suoi 55mila voti; cinque anni dopo, invece, la Mussolini, si fermò a meno di 4mila voti. Un flop. E stavolta? Non sarà una donna molto probabilmente ma potrebbe essere addirittura il fondatore di Fi. Solo in questo modo, infatti, il partito sarebbe costretto a compattarsi senza sfilarsi o perdersi in giochetti di corrente. Un modo, quindi, per costringere tutti a portare voti, compreso chi ha più di un mal di pancia. A cominciare da Mara Carfagna, passando per la senatrice Sandra Mastella il cui marito Clemente schiera una lista in favore di De Luca sino all'europarlamentare Aldo Patriciello che ha candidamente ammesso come in questa tornata di regionali porterà un po' dei suoi voti anche sul governatore uscente. Infine un ultimo dato che spinge il Cavaliere alla corsa per Santa Lucia: delle sette Regioni al voto, la Campania è quella strategica per Forza Italia, che qui ha l'ultimo forziere di voti. Anche se ieri si registra il passaggio a Italia Viva del senatore azzurro Vincenzo Carbone.
 


Mentre il centrodestra ha iniziato solo da qualche giorno a organizzare il risiko delle liste, ci si pone ora il problema Cesaro in Forza Italia. Il capogruppo uscente, infatti, ha deciso di farsi da parte ma il partito gli ha offerto un nuovo ruolo per evitare che si sfili dalla partita. Per lui ci sarebbe il posto da coordinatore provinciale al posto di Antonio Pentangelo mentre al regionale c'è l'ipotesi di sistemare Paolo Russo o Cosimo Sibilia, entrambi dell'area Carfagna. Un modo per compattare Fi e pensare al successore dell'attuale coordinatore regionale, il senatore Mimmo De Siano, intenzionato a candidarsi a sindaco di Lacco Ameno. Più complicata, invece, la ricerca della capolista Pd a causa delle maledizioni che la casella si porta dietro tra amministrative e regionali. Il partito di Zingaretti, infatti, a Napoli è sempre stato innamorato dell'esponente della società civile ma quasi sempre ha fatto cilecca. Dieci anni fa alla docente universitaria Paola De Vivo non bastarono oltre 7mila voti per essere eletta. E così l'anno dopo a palazzo San Giacomo quando Umberto De Gregorio, attuale presidente Eav e non ancora deluchiano, non riuscì ad andare oltre i 1200 voti senza nemmeno entrare in consiglio comunale. Mentre nel 2015, nonostante la vittoria di De Luca, la capolista del Pd si fermò ad appena 2500 voti. Era la preside Maria Rosaria Scalella e dopo quella tornata è praticamente uscita dalla vita del partito. Ora però il Pd ci riprova e cerca un volto femminile su cui veicolare i voti dei sindaci di Pozzuoli e Portici che hanno rinunciato alla corsa. Senza contare il placet di Vincenzo De Luca che dovrebbe arrivare lunedì dopo un incontro già fissato con il segretario provinciale Sarracino. Al momento c'è un trio di donne sul tavolo: Valeria Fascione, attuale assessore regionale, Renata Picone, docente di restauro alla facoltà di Architettura ed Elena Martusciello, imprenditrice del settore vinicolo con salde radici a Pozzuoli. Si trincera però dietro al silenzio e rimanda tutto a qualche giorno il segretario Sarracino. «Siamo al lavoro per la costruzione di una lista forte e competitiva, che parta innanzitutto dal lavoro positivo del gruppo regionale uscente ma che al tempo stesso veda il protagonismo di tanti mondi che in questi anni avevano voltato le spalle al Pd: dalla scuola al sindacato, dalle piccole imprese all'università. Chi guiderà la lista? È presto - dice - per i nomi, puntiamo ad ufficializzare tutto per la nostra conferenza programmatica del 10 ed 11 luglio». Ma entro lunedì, dopo la riunione con il governatore, il nome salterà fuori. Sperando sempre che le consigliere democrat uscenti, già invelenite per la candidatura di ben tre assessore regionali nelle liste deluchiane, non si inviperiscano oltremodo...

P.S. Da ieri c'è un'altra candidatura a presidente: il sindacalista Usb Giuliano Granato per Potere al popolo che oggi apre la sua campagna elettorale risalendo il fiume Sarno in canoa. RVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA