Regionali Campania 2020, i big di Forza Italia si ricompattano: ora caccia ai candidati

Martedì 7 Luglio 2020 di Valentino Di Giacomo

Si accelera in Forza Italia per la compilazione delle liste dei candidati alla Regione e si provano ad archiviare le fibrillazioni interne che finora hanno reso complessa la ricerca di nomi validi e competitivi per le prossime elezioni regionali. Buone notizie arrivano però da Berlusconi: il Cavaliere se ci saranno le condizioni si trasferirà praticamente a Napoli da settembre per tirare la volata a Caldoro. L'ex premier starebbe progressivamente lasciando il suo buen retiro della primogenita Marina, in Provenza, e già mercoledì potrebbe essere a Bruxelles per incontrare la Cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Ieri il coordinatore Mimmo De Siano è stato nella sede del partito a Napoli per lavorare sulle liste insieme a Fulvio Martusciello, tra i pochi forzisti rimasti che in questi giorni stanno provando a dare una mano a Stefano Caldoro. Lo stesso De Siano si sarebbe detto disponibile a candidarsi se fosse necessario nonostante, proprio ieri, rumors interni diffondevano voci non confermate di possibili dimissioni del senatore ischitano dal coordinamento del partito. Tutto intorno c'è però il vuoto. Armando Cesaro negli ultimi anni ras delle preferenze in Campania sta smaltendo il disappunto dopo la sua esclusione. Ieri il consigliere forzista, contattato da Caldoro, avrebbe però aperto alla possibilità di sostenere la candidatura dell'altra consigliera uscente Maria Grazia Di Scala, ma solo «per l'affetto nei confronti di Berlusconi». Nel frattempo Stefano Caldoro cerca di non farsi scalfire dalle guerre interne. Anche l'ex governatore ieri è stato impegnato per tutto il giorno nel suo ufficio per risolvere la questione delle liste. Sfida doppia per l'ex governatore perché da un lato deve formare una squadra per la sua lista personale, dall'altra dovrà rinforzare le stesse liste di Fi perché l'appuntamento campano servirà non solo per decidere il futuro presidente di Regione, ma anche dare un peso specifico ai rapporti di forza all'interno della coalizione di centrodestra. La battaglia, accesissima, è anche interna alle tre compagini Fi, Fdi e Lega che si contendono la leadership di primo partito in Campania.
 


Se fino a qualche anno fa c'era la fila per farsi candidare in Fi, ora il problema è inverso. Basta scorrere l'elenco dei nomi messi in campo cinque anni fa per scoprire che almeno il venti per cento dei candidati è nel frattempo approdato in altri partiti. E di nomi da mettere in lista ne servono tanti, soprattutto a Napoli. Se è semplice individuare i due candidati che ogni partito deve inserire a Benevento, i quattro di Avellino o gli otto di Caserta e Salerno, è complesso reperire i ben 27 nomi necessari per formare la lista in provincia di Napoli. Alla lista di Caldoro ci sta lavorando Gennaro Salvatore, tra i nomi già in campo ci sarà l'attuale consigliere comunale Mimmo Palmieri. I problemi sorgono in Fi, ancora sconvolta dal terremoto Cesaro e con De Siano impegnato a tenere il partito almeno in linea di galleggiamento e raggiungere il «magic number» dei 27 candidati nel capoluogo. Di certo c'è che il senatore ischitano ha deciso di correre per tornare a fare il sindaco di Lacco Ameno dove è ancora apprezzato e rimpianto e potrebbe fare altrettanto alle Regionali. Nel marasma non molla però la presa Caldoro che con animo battagliero ha già deciso che nei prossimi giorni terrà un tour in ogni provincia della Campania per presentare le liste in suo sostegno. Ad aiutare l'ex governatore ci sarà almeno Silvio Berlusconi, inizialmente con collegamenti audio e video, poi con la sua presenza fisica in Campania quando la campagna elettorale entrerà nel vivo a ridosso del voto del 20 settembre.
 
 

Se Fi è in subbuglio, meno agitate sono le acque in casa Lega. Eppure anche il Carroccio ha difficoltà per compilare una lista fortemente competitiva. Esclusi i neo-ingressi di Severino Nappi e Giampiero Zinzi, la forza elettorale dell'ex rettore di Salerno, Aurelio Tommasetti, dietro c'è da formare una intera classe dirigente. Sfida che richiede tempo per il coordinatore leghista in Campania, Nicola Molteni. Tra le possibilità anche quella di ricorrere ad alcuni parlamentari campani per formare le liste. Anche qui le difficoltà sono soprattutto per i 27 nomi da trovare a Napoli. Quasi pronta ai blocchi di partenza c'è invece Fratelli d'Italia. 

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