Regionali in Campania, da Fare democratico al simbolo animalista via al carosello di liste

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Carlo Porcaro

Dieci liste (almeno) a coalizione tranne i Cinquestelle e Potere al Popolo che vanno da soli, oltre mille candidati, partiti tradizionali e tante liste civiche. È partita l'affollata corsa a consigliere regionale. Tra qualche conferma e molte sorprese, che non mancheranno fino al 30 luglio data entro cui presentare ufficialmente le liste per le elezioni del 20 e 21 settembre. Nel centrosinistra si va verso la personalizzazione: quasi tutti i loghi, fatta eccezione per il Partito Democratico, avranno la dicitura Con De Luca o Per De Luca. Nel centrodestra, invece, la concorrenza è tutta interna: il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha infatti deciso di far inserire sotto al simbolo del partito la scritta Berlusconi per Caldoro' in modo da bilanciare le mire del numero uno della Lega Matteo Salvini.

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IL CENTROSINISTRA
A sostegno del governatore uscente, Vincenzo De Luca, dovrebbero esserci dieci liste. Salvo accorpamenti dell'ultim'ora in campo ci sono: il Pd, Italia Viva, Noi campani con De Luca' di Clemente Mastella, Centro Democratico di Bruno Tabacci rappresentato in Campania dall'ex rettore dell'Università di Salerno Raimondo Pasquino, i Verdi di Francesco Borrelli e Dino Di Palma, il Psi di Enzo Maraio, i Moderati di Vincenzo Varriale che però ha fatto aggiungere la dicitura Per De Luca', Campania progressista e solidale con De Luca' che mette insieme Articolo 1 guidata da Michele Gravano, Futura di Ciccio Ferrara del mondo vicino a Giuliano Pisapia e Demos di Nello Formisano (lunedì tutti e tre saranno da De Luca a Palazzo Santa Lucia per discutere dei punti programmatici della campagna elettorale). Capitolo a parte meritano le civiche deluchiane: Campania Libera' di Tommaso Casillo, De Luca presidente' che farà il pieno di assessori regionali rosa come Chiara Marciani, Sonia Palmeri e Lucia Fortini, ed infine Fare democratico, De Luca presidente' ispirata dal presidente dell'Asi di Napoli Giosi Romano. Quest'ultimo logo si presta ad una doppia ambiguità: richiama il democratico' del Pd e contiene il richiamo al presidente come l'altra civica coordinata da Nello Mastursi: una confusione del tutto sgradita ai vertici provinciali del Pd che ne chiederanno, a quanto trapela, una modifica finalizzata a fare chiarezza.

IL CENTRODESTRA
Ieri il candidato presidente del centrodestra Stefano Caldoro nella prima uscita pubblica ha messo in fila sette liste, ma il numero è destinato a crescere. Già noti Forza Italia (con l'aggiunta del nome Berlusconi), Lega, Fratelli d'Italia, Cambiamo di Toti, Noi con l'Italia di Maurizio Lupi rappresentata dai filoleghisti (nonché sostenitori del magistrato Catello Maresca) Marco Mansueto e Angelo Pisani, Udc di Lorenzo Cesa ora guidato a livello regionale da Antonio Milo e napoletano da Pietro Funaro, Alleanza di Centro di Francesco Pionati. Si aggiungeranno poi nelle prossime ore Campo Sud' di Marcello Taglialatela, gli Animalisti ma soprattutto la lista Caldoro presidente' in cui confluiranno esponenti della società civile oltre che rappresentanti dei tre partiti del centrodestra per evitare di ripetere il caso Calabria in cui la lista del presidente è stata conteggiata in quota Fi. «Si contano solo i voti dei partiti»: è il senso dell'accordo chiuso a livello nazionale.

Ultimo aggiornamento: 21:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA