Regionali Campania 2020, Mocerino cita Napule è e la famiglia di Pino Daniele accusa: «Non lo utilizzi per i voti»

Venerdì 24 Luglio 2020 di Carlo Porcaro

La campagna elettorale per le regionali, in piena estate e con le normative anti-Covid, si presenta anomala e costringe i candidati a cercare idee che possano attirare l'attenzione. Dopo l'accostamento dell'immagine del filosofo-scrittore Luciano De Crescenzo da parte dell'esponente leghista Severino Nappi, un altro mito della napoletanità, Pino Daniele, viene tirato in ballo dal candidato della lista De Luca presidente Carmine Mocerino. Il consigliere regionale uscente, passato la scorsa settimana dal centrodestra caldoriano al centrosinistra deluchiano, ha citato un verso di Napule è del compianto autore scomparso cinque anni e mezzo fa. «E tu saje ca nun si sulo», compare scritto in un post accanto al suo volto ed il logo della lista con cui si presenta agli elettori. «Non ho citato il nome né messo una foto - spiega Mocerino - ho soltanto voluto fare un riferimento ad un linguaggio universale, che riguarda tutti noi». Pinuccio gettato nell'agone politico o semplice atto di amore verso un grande artista? «Ho usato quelle parole perché fanno parte di una straordinaria canzone che porto nel cuore. Poche parole, un incoraggiamento per tutti, che per me racchiudono il più nobile modo di intendere e fare politica: nessuno deve essere lasciato solo, nella vita si vince solo stando insieme. Questa è l'unica strada da percorrere», la giustificazione politica dell'ex esponente di Caldoro presidente. A Mocerino replica Nello Daniele, fratello di Pino: «Non è una questione di parte politica, Pino è sempre stato di sinistra, ma di sensibilità. Le canzoni, soprattutto una canzone importante per la nostra comunità come Napule è, non si strumentalizzano. Capisco che voleva essere un omaggio, e ringrazio, ma meglio dimostrarlo con i fatti che Napoli e i napoletani non sono soli. E cantarcela insieme quella canzone senza motivo elettorali. Napule è mille culure vuol dire anche questo».
 


Consigliere Mocerino, come mai ha deciso di citare una frase di una famosa canzone di Pino Daniele nel suo manifesto elettorale?
«Perché si tratta di un linguaggio universale, chi si sente napoletano se le porta dentro quelle parole. Credo che valga per ogni napoletano».

Dopo la polemica per il ricordo di Luciano De Crescenzo da parte di Severino Nappi della Lega, anche da parte sua arriva la citazione di un mito che rischia di essere strumentalizzata politicamente.
«Per rispetto dell'autore non l'ho citato, ribadisco: non è il mio linguaggio, ma quello comune a migliaia di persone che si riconoscono in Pino Daniele. È un omaggio alla grandezza dell'artista che amo da sempre. Con poche parole ha saputo rappresentare un mondo, una città, un modo di stare tra la gente ed anche io penso che solo insieme si possa fare un percorso».

Intende dire che davvero non c'è alcuno scopo politico?
«Non ho messo foto né nome proprio per non ledere l'immagine di qualcuno: spesso parliamo con le parole delle canzoni di Pino Daniele, non appartengono a nessuno, sono patrimonio comune».

Vi state scatenando con vari messaggi sui social perché questa campagna elettorale svolta in piena estate tra distanziamenti e mascherine è davvero complicata?
«Ammetto che si tratta di un campagna anomala: non si capisce bene se si possano fare le riunioni, si va verso la proroga dell'emergenza sanitaria quindi non sappiamo come muoverci. Contano molto i social e il contatto singolo con l'elettore».

Nel passaggio con De Luca, quali sono state le reazioni dei suoi elettori? La appoggeranno?
«Sto cominciando adesso, in queste ore: non so ancora dire le sensazioni delle persone che mi conoscono. Con De Luca ho siglato un'intesa istituzionale con alcuni obiettivi precisi da cogliere per rispondere alle esigenze del territorio».

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