Regionali Campania 2020, De Luca sfonda anche a Napoli: aperti i giochi per le Comunali

Martedì 22 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

Per tutto il pomeriggio c'è una battaglia nella battaglia. Una sfida nella sfida: tra chi agguanterà la vittoria di primo partito delle regionali campane. E per ore e ore si trovano, lì lì, il Pd, la lista De Luca presidente e i grillini. Ma l'attenzione è tutta per i primi due. Alla fine sono i democrat a prevalere ma la lista civica deluchiana è a un soffio. E, anzi, se ci metti accanto Campania Libera si potrebbe anche dire che De Luca ha superato il suo stesso partito. Ipotesi non assurda se in Veneto Luca Zaia supera abbondantemente la Lega con la civica a suo nome. Ma un risultato sembra fuori discussione: dopo cinque anni Vincenzo De Luca penetra davvero su Napoli ed a farne le spese è proprio la formazione di Nicola Zingaretti.

 

 

A spoglio ancora in corso su base regionale il Pd si attesta al 17,72 seguito da De Luca presidente con il 13,84 e Campania Libera con il 4. Indietro i grillini fermi al 12,84, molto meno di 5 anni fa, quando erano al 17. Ma è il dato del centrosinistra ad essere più interessante: arretra il Pd (era al 19.49 ma nel frattempo ha subito la scissione di bersaniani e renziani) e fa un balzo enorme la civica di De Luca che nel 2015 era appena al 4,91. Una triplicazione e più dei consensi che vengono solo per una parte erosi ai democrat: un paio di punti. Più probabile, invece, è che la civica con il nome del governatore abbia beneficiato sopratutto del crollo di Forza Italia piombata ad un misero 4,5 per cento.
 

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Ma il dato più interessante si registra in quelli che possiamo definire i capoluoghi più importanti di questa partita: Salerno e Napoli. Il primo perché roccaforte storica deluchiana, il secondo perché capoluogo regionale dove De Luca, nonostante gli sforzi, non era mai riuscito a radicarsi. Stavolta, invece, è diverso. A Napoli città, infatti, il Pd flette al 16 mentre si registra un interessante 15 per cento di De Luca presidente (mentre Campania Libera si ferma al 6). «De Luca presidente - racconta un dirigente democrat - ha avuto decine e decine di voti di simbolo mentre il Pd con la preferenza». Vuol dire come moltissimi voti siano da intendere come consenso diretto al governatore più che alla civica stessa. Ma è la prima volta che De Luca si radica davvero in città e riesce ad erodere consensi e preferenze. Nel 2015, tanto per capirci, i democrat erano al 21 per cento e le due civiche deluchiane assieme non andarono oltre il 6 per cento. Ma con, è bene specificarlo, Forza Italia al 14 e l'M5s addirittura al 24 (mentre a questo giro i due partiti crollano, rispettivamente, al 4,30 e al 15 per cento). Una geografia politica completamente cambiata. Diverso, invece, il discorso a Salerno città dove il Pd, anche se lì è a completa trazione deluchiana, arriva al 19 per cento sì ma le civiche deluchiane sono fortissime. Addirittura qui è Campania libera dietro al Pd con il 17 per cento mentre l'altra civica è al dieci. Naturale nella cittadina amministrata dal lontano 1993 da De Luca e ancora oggi sua roccaforte elettorale. Eppure i democrat riescono a guadagnare, anche se faticosamente, la palma di primo partito.
 
 

Ma attenzione perché è su Napoli, anche e sopratutto in vista delle comunali del prossimo anno, che si gioca il risiko più interessante. Lo sa bene De Luca che, alla vigilia delle elezioni ha presentato 11 progetti per il capoluogo ed a San Giovanni, ex quartiere rosso, ha chiuso la sua campagna elettorale. E il voto di ieri tratteggia come sia riuscito nell'intento di penetrare sul capoluogo e, quindi, sarà un player decisivo per la scelta del candidato di centrosinistra di San Giacomo. Non a caso il segretario del Pd partenopeo Marco Sarracino spiega: «È una bellissima vittoria di Vincenzo De Luca e del Pd. Si conferma per il Pd un dato che va ben oltre ogni aspettativa, nonostante le scissioni e la difficile situazione che avevamo ereditato a Napoli. Ora dobbiamo continuare - aggiunge - il lavoro positivo che è stato svolto in particolare negli ultimi mesi che ha visto una grande collaborazione tra il Pd e De Luca, con uno sguardo a Palazzo San Giacomo, dove ci faremo sicuramente trovare pronto, costruendo una coalizione larga e competitiva in linea con quella che in questo momento governa il Paese». 

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