LUIGI DE MAGISTRIS

Regionali in Campania. DeMa, lista con i gregari: arancioni in fuga dal voto

Lunedì 10 Agosto 2020 di Luigi Roano
Il dado è tratto come si suole dire in questi casi: la lista demA, quella del movimento politico del sindaco Luigi de Magistris, non ci sarà alle regionali. Ci ha pensato l'ex pm a sfidare il governatore Vincenzo De Luca, in alcuni casi le sue parole al riguardo sembravano addirittura minacciose. Poi, come è accaduto sempre negli ultimi sette anni, alla fine ha rinunciato, agli annunci non sono seguiti i fatti. «Napoli ha bisogno di me» il suo motto. Strategia che lo ha tenuto lontano dall'agone delle lotta politica che non fosse quella della cinta daziaria della città. Tranciando la voglia di contarsi di chi lo sostiene, cioè tutta l'ala movimentista a iniziare da Insurgencia, che non ha digerito la decisione di di darla vinta a De Luca senza provarci. Una resa quella di de Magistris? Una cosa è certa, i rapporti col mondo dei centri sociali è ai minimi termini. Tanto che il sindaco fa trapelare ormai da mesi - come ampiamente riportato dalle cronache dei giornali - che un piede a Napoli lo terrà sempre caricando la candidatura della giovane assessora Alessandra Clemente. Un messaggio ai centri sociali, come dire «a maggio ci riprendiamo Napoli». Ma la Clemente non scalda i cuori di tutti, soprattutto a sinistra, e nel variegato arcipelago dei centri sociali. Che invece scommettono su Ivo Poggiani, presidente della Terza municipalità, quella del rione Sanità.

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LA FUGA
La cronaca di questi giorni ci racconta che a oggi sono almeno 6 i consiglieri della maggioranza arancione che alla non discesa in campo del sindaco hanno reagito gettandosi letteralmente nelle braccia di De Luca andando a riempire le sue liste soprattutto a Napoli, dove il governatore qualche difficoltà nel rapporto con la città lo ha sempre avuto. Tracce arancioni - e del gruppo demA - si potrebbero avere solo se Salvatore Pace, consigliere comunale del gruppo di riferimento del sindaco e preside del Pansini, scioglierà la riserva. Nella sostanza è molto tentato di candidarsi con Terra. Movimento nato da un appello dei comitati campani in difesa dell'ambiente, della salute e del territorio. Con la particolarità di avere du co-presidenti pronti a sfidare De Luca. Luca Saltalamacchia, avvocato ambientalista e Stefania Fanelli, consigliera comunale di Marano, storica attivista del movimento antidiscarica dell'area nord di Napoli. In questo arcipelago ambientalista Pace potrebbe portare il vessillo arancione. Insomma, «Pace in Terra» suona pure bene. Al di là delle battute il preside sarebbe l'unico testimone della resilienza arancione.

I FLOP
Per la cronaca, de Magistris nel 2013 - assieme al suo collega pm siciliano Antonino Ingroia ci provò a tentare la scalata in Parlamento. Sempre non direttamente - perchè non si candidò - ma per tramite di due assessori che si dimisero dalla giunta, Alberto Lucarelli e Sergio D'Angelo. E di Sandro Ruotolo - il giornalista zio della Clemente - ma fu un flop serio tenuto conto delle aspettative che aveva acceso. Una lista che imbarcava tutte le sigle della sinistra e anche Italia dei valori di Antonio Di Pietro vecchio amore di de Magistris. Alla fine arrivarono 800mila voti bottino che non servì a superare il quorum, ma a rompere i rapporti tra i due magistrati. La seconda a febbraio, pochi giorni prima del lockdown, alle suppletive per il Senato. Sempre Ruotolo in campo come candidato, ma nuovi alleati in primis quelli del Pd. E Ruotolo fu eletto con meno di 20mila votanti. Ora de Magistris punta ancora a tenere un piede in Comune e questa volta l'assessore che candidò con Ingroia, D'Angelo, potrebbe essere suo avversario, perché il re delle cooperative sociali ha intenzione di candidarsi a primo cittadino in prima persona. © RIPRODUZIONE RISERVATA