Regione Campania, il dialogo tra Pd e M5S passa per gli incarichi in Consiglio

Lunedì 28 Settembre 2020 di Carlo Porcaro

Necessari, ma non indispensabili. Sembra questa la condizione dei Cinquestelle a Napoli città. Dopo aver raccolto alle regionali il 14 per cento con 49mila voti di lista nel capoluogo, quindi ben oltre la media regionale (9,9 per cento con 4 eletti nella circoscrizione di Napoli e provincia) il Movimento non può disperdere il consenso raccolto ma è ben consapevole che le carte per il Comune di Napoli le daranno il Pd nazionale e il governatore riconfermato Vincenzo De Luca.

In tanti, nei palazzi della politica locale, ragionano in queste ore sulla possibilità che tra nuovi assetti in Consiglio regionale e future alleanze per Palazzo San Giacomo vi possa essere una compensazione, un bilanciamento di potere e poltrone. Del resto, i grillini si apprestano a diventare un vero e proprio partito con una struttura radicata sul territorio, quindi le trattative classiche della costruenda larga coalizione verranno inevitabilmente strette anche con loro. La prima domanda è: De Luca coinvolgerà le opposizioni nel prossimo Ufficio di Presidenza? Valeria Ciarambino, per esempio, potrebbe essere eletta come una dei vicepresidenti dell'assemblea regionale: sarebbe un modo per scongelare i rapporti e contemporaneamente aprire un fronte di dialogo verso le comunali. Oppure il presidente della Regione chiuderà alla valorizzazione di chi lo ha ricoperto di duri apprezzamenti fino a due giorni fa? Dall'opzione scelta dipenderanno i rapporti tra il Partito Democratico, che sarebbe pur sempre la casa del governatore uscito però più autonomo di prima dalle urne, ed il Movimento Cinquestelle.
 

 

Tra i pentastellati ambisce ad esercitare un ruolo attivo il presidente della Camera, Roberto Fico. Palazzo San Giacomo è un suo vecchio sogno, per coltivarlo concretamente occorre un ampio accordo con il via libera dello stesso De Luca. Difficile che l'ex sindaco di Salerno dia il proprio imprimatur ad un esponente dei grillini senza colpo ferire. C'è però un impegno immediato per i Cinquestelle su cui spendersi adesso, ora e qui. I ballottaggi delle comunali per far vincere l'alleanza con i democratici al secondo turno. Motivo per cui il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stato sabato di nuovo in Campania per un un caffè con i cittadini prima ad Ariano Irpino poi a Giugliano ed infine nella sua Pomigliano d'Arco. L'ex capo politico di M5S considera soprattutto la sua città natale come un laboratorio determinante per la buona riuscita dell'intesa mutuata da Roma e calata anche sul territorio locale.
 
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La base grillina non ha digerito in toto la compagnia del Pd, ma la strada da percorrere sembra ormai tracciata. Altrimenti si dirà per l'ennesima volta che il Movimento non sfonda negli enti locali, risultando sempre perdente. Di Maio si gioca anche una partita personale delicatissima: vuole arrivare ai futuri Stati Generali dei Cinquestelle come il leader di un gruppo compatto che crede fortemente nel cementare l'alleanza giallo-rossa. Alleanza che si tradurrà in candidature condivise a Roma, Torino, Milano, Bologna ed appunto Napoli. Almeno una di queste città dovrà esprimere un aspirante sindaco di origine grillina. L'asse tra Governo nazionale, Regione Campania e Comune di Napoli è tutto da costruire. Necessari, come detto, ma non proprio indispensabili soprattutto dove si vota con il doppio turno.

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