Elezioni Regione Campania, De Luca spacca i centristi: alleati o rivali?

Mercoledì 23 Ottobre 2019 di Adolfo Pappalardo
Nel 2015 furono circa 50mila voti centristi a decretare il sorpasso di De Luca su Caldoro per la corsa alla Regione. E, dopo 5 anni, quel serbatoio di voti potrebbe essere di nuovo determinante. Al netto di civiche deluchiane, ipotesi di alleanze tra Pd e grillini e un candidato presidente di centrodestra che ancora non si trova. E, in queste ore di calma in attesa di capire il risultato di domenica quando si voterà in Umbria, a muoversi sono proprio (e solo) i centristi. Gli ex dc, sopratutto.
 
Il più attivo è l'ex ministro al Bilancio dello scudocrociato Paolo Cirino Pomicino. Organizza, telefona, manda messaggi a destra e manca per richiamare i vecchi amici. Al principio dell'estate colse al volo la proposta di Ciriaco De Mita per «una proposta politica adeguata al Mezzogiorno» e nell'afa agostana ha iniziato a lavorare, a distanza, con l'ex rivale del suo stesso partito (leader della sinistra Dc il sindaco di Nusco, plenipotenziario andreottiano l'ex ministro). Prima un paio di incontri più riservati in un hotel sul Lungomare di Napoli e ora appuntamento pubblico sabato mattina a Torre del Greco in un albergo della zona collinare. «Costruiamo insieme La rete dei popolari per la Campania», recita il manifesto, che gira in queste ore sulle chat di whatsApp in cui non c'è il classico elenco degli intervenuti. Di sicuro, oltre a Pomicino attuale numero uno della Tangenziale di Napoli, ci sarà Ciriaco De Mita e il nipote Giuseppe deciso a rimanere nel progetto centrista lanciato la scorsa estate a Nusco. Non ci sarà, almeno fisicamente, Riccardo Villari (appena nominato da De Luca al vertice di Città della Scienza) ma tutti sanno come anche lui sia uno dei registi della partita. Come Biagio Iacolare, il regista del patto di Marano di cinque anni fa che traghettò i centristi di De Mita verso De Luca, l'ex consigliere regionale Luigi Cobellis e l'attuale Maria Ricchiuti. E, ancora, Michele Pisacane, ex sindaco e deputato ex Udeur prima e poi Pdl: nelle regionali 2000 e nelle politiche scorse candidò la moglie ma a questo giro è deciso a mettere in pista il figlio 24enne fresco di laurea alla Bocconi.

L'obiettivo è mettere in campo una lista per le regionali di primavera ed eleggere almeno tre consiglieri. Nessun dubbio con chi schierarsi: tutto il gruppo è intenzionato a sostenere il governatore uscente Vincenzo De Luca. Ma stavolta il progetto politico prevede che il gruppo centrista possa godere di più peso specifico nella prossima maggioranza.

Ma non è l'unico gruppo di moderati che si sta muovendo. Un salto indietro a una settimana fa: all'Holiday Inn del Centro direzionale un gruppo che lavora da mesi organizza un incontro affollato. In sala ci saranno 200 persone, attorno al tavolo dei relatori ci sono l'ex demitiano Angelo Montemarano, potentissimo assessore regionale alla Sanità degli anni di Antonio Bassolino governatore e gli ex parlamentari Ciro Falanga, Tonino Cuomo, Antonio Milo ed Enzo D'Anna, attuale presidente nazionale dei biologi che 5 anni fu l'ispiratore di una civica per De Luca. Il gruppo, che ha già il simbolo pronto, si chiama Sud come «Solidarietà, uguaglianza, democrazia» e pure sta lavorando da mesi con l'obiettivo di presentare una lista alle regionali in tutti e 5 i capoluoghi. Per schierarsi con chi? Dopo il summit della scorsa settimana, si sono dati qualche giorno di riflessione per decidere le strategie e, sopratutto, capire con chi si schiereranno. Forse anche per questo in Consiglio regionale li chiamano «mondo di mezzo». Sarà ma nella riunione dell'altro giorno qualcuno in sala ha chiesto lumi. Ma D'Anna, sornione, se ne è uscito solo con un battuta: «Ci sono io. E non c'è miglior guardiacaccia di un ex bracconiere...». Per ora non vuole scoprire le carte e se qualcuno lo dà verso De Luca, gli altri 4 soci fondatori di Sud ci tengono a chiarire una cosa: «Mai con il governatore uscente». E men che mai, quindi, il gruppo di Sud potrebbe allearsi con quello dei Moderati organizzato da Pomicino, come qualcuno sosteneva. Non foss'altro perché, oltre al nome di De Luca, Montemarano ha chiarito come i rapporti con Ciriaco De Mita si son rotti da tempo. Ultimo aggiornamento: 12:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA