Regione Campania, nuovi requisiti e infornata di dirigenti

Martedì 14 Maggio 2019 di Adolfo Pappalardo
Il concorso per dirigenti della Regione finisce nella bufera. «Regolamento fatto ad arte per qualcuno», mettono nero su bianco, in due distinti documenti, Cgil, Cisl e Uil mentre la consigliera regionale grillina Valeria Ciarambino, in qualità di presidente per la commissione Trasparenza, firma un esposto all'autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.

Nel mirino finisce la delibera di giunta del 9 aprile scorso (la n.149) in cui viene approvato «il nuovo regolamento in materia di accesso mediante procedure selettive agli impieghi della giunta» su cui dovrà ora esprimersi anche il consiglio regionale. Nel mirino di sindacati e opposizione M5s finiscono gli articoli 13 e 37 del nuovo regolamento. Nel primo caso viene abbassato da 5 a 3 anni (come prevede il vecchio regolamento regionale del 2012) il requisito di «aver ricoperto incarichi dirigenziali in amministrazioni pubbliche». All'articolo 37, infine, sempre anche chi svolge l'incarico da tre anni «viene esonerato dalla preselezione alla data di scadenza del bando di concorso». Norme valevoli anche per gli incarichi esterni con contratto a tempo determinato. Naturali i malumori dei sindacati. «Regolamento fatto ad arte per qualcuno senza tener conto, ad esempio, dell'anzianità di almeno cinque anni nei ruoli e favorendo invece coloro che rivestono incarichi dirigenziali fiduciari, anche solo di durata triennale, molto vicini ai vertici», scrivono Cisl e Uil. «Molti elementi di criticità tra cui spicca la revisione dell'articolo 13 che abbassa da 5 a 3 anni il requisito di anzianità minimo. Tale norma che si presta al dubbio di un intento agevolatore ad personam», attacca invece la Cgil.

«La giunta regionale, sentito l'ufficio Legislativo, ha previsto non soltanto un abbassamento del requisito di accesso, ma anche un ampliamento del numero dei candidati esonerati dalla preselezione in conseguenza delle modifiche del requisito di accesso. Sembrerebbe che le ragioni sottese alla volontà politica manifestata dalla giunta regionale non rispondano all'interesse pubblico primario della selezione quanto piuttosto - scrive la Ciarambino all'Anac - alla malcelata volontà di favorire soggetti privi della necessaria professionalità». Sindacati ed opposizione hanno spulciato gli elenchi di chi potrebbe beneficiare di questa nuova norma. In un primo momento sembrava che potessero rientrarvi tutte le nomine di staff fatte. Non è così anche se, elenchi pubblici alla mano, rientrerebbero nelle nuove norme i profili di 5 dirigenti a tempo determinato fatte dal 29 ottobre 2015 al novembre 2016 ma su procedure diverse. E in quest'ultimo caso ne beneficerebbero Bruno Cesario, Francesca Iacono, Piergiorgio De Geronimo, Monica Staibano e Maria Teresa Di Mattia. © RIPRODUZIONE RISERVATA