Teatri, dalla Regione Campania in arrivo nuovi tagli al San Carlo e al Campania Festival

E Manfredi va a caccia di sponsor e nuovi soci per il Massimo napoletano

Vincenzo De Luca con Gaetano Manfredi
Vincenzo De Luca con Gaetano Manfredi
di Luigi Roano
Giovedì 8 Dicembre 2022, 10:00 - Ultimo agg. 9 Dicembre, 07:33
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Il duello sui finanziamenti alla cultura - e quindi sui tagli annunciati dalla Regione - prenderà corpo il 20 quando si riunirà il Consiglio di indirizzo del San Carlo, orfano tra l'altro di Maurizio Borgo di nomina dell'ente di Santa Lucia dimessosi per «motivi personali» dal Consiglio. Perché all'ordine del giorno ci sarà definizione del budget da assegnare al Massimo napoletano. In quella sede il presidente e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi capirà quanto il governatore Vincenzo De Luca intende tagliare al San Carlo, come da settimane va dicendo e puntualmente rintuzzato dall'ex rettore: «Speriamo tagli il meno possibile» l'ultima battuta di Manfredi, ma li più che le parole hanno detto molto l'espressione contrita del volto del sindaco. Ma se il San Carlo è l'emblema del duello, si annunciano taglia anche alla Fondazione Campania teatro festival - nata per organizzare e gestire il Napoli Teatro Festival Italia, diretto dal 2016 da Ruggero Cappuccio e giunto quest'anno alla tredicesima edizione - oltre che sui musei «e le difficoltà di rapporti con la Film commission dove il Comune spesso non è nemmeno invitato - fanno sapere da Piazza Municipio - eppure Napoli è un set a cielo aperto». Insomma, nervi tesi, ma non è una novità, tra il governatore De Luca e Manfredi si salvano a stento i rapporti istituzionali per il resto ognuno va per conto suo. E le direzioni sono spesso opposte. Sulla cultura, sull'urbanistica, sull'approccio alla soluzione di problemi e molto altro la sintonia è vicina allo zero. 

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In questa cornice il terreno principale di scontro è il Massimo napoletano la stella più luminosa che rischia di appannarsi senza adeguati finanziamenti pubblici. De Luca i tagli li farà anche quest'anno come già accaduto nello scorso bilancio e li farà sul budget ciò di cui si discuterà appunto il 20 dicembre. Manfredi non è stato a guardare in questo 2022 le mosse di De Luca senza fare nulla. Intanto ha rimpinguato le casse del San Carlo con oltre 7 milioni facendo salire e molto la quota della Città metropolitana di cui è presidente. E poi si è dato da fare per cercare sponsor di spessore. Su questo fronte ha portato a casa la prestigiosa collaborazione di UniCredit quale main sponsor della stagione 22/23 del Lirico più antico d'Europa. Un arrivo al quale il sindaco spera se ne aggiungeranno altri, magari anche disposti a entrare nel Consiglio di indirizzo. La quota da pagare e gli impegni da assumere sono pesanti ma il San Carlo attrae. Il dialogo è aperto con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, napoletano doc, che ben conosce la situazione del pianeta cultura a Napoli e anche lo stato del San Carlo - che resta un'eccellenza - e messo in sicurezza da Manfredi. Ma per far volare il Lirico napoletano servono risorse. De Luca al riguardo sciorina sempre cifre che dimostrano come la Regione mette più soldi nel San Carlo di quanti non metta la Regione Lombardia alla Scala. Tutto vero, però - riflettono a Palazzo San Giacomo - l'apporto dei privati per il teatro milanese è mille volte più grande. Di qui la caccia a sponsor e nuovi soci da parte del sindaco un cammino iniziato quasi un anno fa quando ha inviato una lettera a una serie di enti pubblici, istituti di credito e grandi marchi dove ha chiesto sostegno per il San Carlo. Un percorso al quale ha aderito a oggi solo Unicredit ma a Palazzo San Giacomo non disperano di ricevere altre buone notizie. Se ne sta occupando anche la consigliera e imprenditrice Marilù Faraone Mennella di dialogare con il mondo dell'impresa e non solo per sensibilizzare rispetto al sostegno del Lirico napoletano.

Per la cronaca l'anno scorso il taglio di De Luca al San Carlo fu di 5 milioni. La Fondazione teatro Festival Campania l'anno scorso ha avuto dalla Regione 4,3 milioni, una quota che - stando a quello che trapela dall'ente di Santa Lucia - sarebbe destinata a calare. E visto che De Luca fa riferimento spesso a Milano e alla Lombardia, anche li sono annunciati tagli pari al 20% - ma giova sottolinearlo ampiamente compensati dai privati - la stessa sorte potrebbe toccare al pianeta culturale napoletano e campano. 

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