Regione, ok a variazione bilancio
De Luca: «Persi simpatie e consensi»

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Via libera del Consiglio regionale alla variazione di bilancio per il triennio 2017-2019. La variazione si è resa necessaria per ripianare 510 milioni di disavanzo, accumulato, come evidenziato in aula nel corso del dibattito, «negli anni della gestione Caldoro». Una manovra «pesante» per le casse regionali riferito al bilancio 2014, in seguito alla nota della Corte dei conti secondo cui ci sono 510 milioni in più di disavanzo, rispetto a quanto precedentemente stimato. In totale il disavanzo è pari a 5,3 miliardi. Il debito dovrà essere riassorbito in dieci anni.

«Il problema è strappare al Governo centrale la possibilità di spalmare il debito in vent'anni». Lo ha detto Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, intervenendo in aula nel dibattito sulle variazioni di bilancio. «Stiamo lavorando in queste ore - ha affermato - o per meglio dire in queste notti». «Se rimane questa legislazione - ha sottolineato - se resta l'obbligo del ripiano in tre anni, chiudiamo la Regione». «Serve serenità e non capri espiatori - ha aggiunto - dobbiamo affermare le nostre scelte e dire quello che ognuno ha fatto». «Ma se non passa l'emendamento in Parlamento - ha concluso - diventa impossibile gestire la Campania, mi auguro che Governo e Ministero dell'Economia non vogliano assumersi questa responsabilità».

Rivendica un «rigore spartano» nella stesura dei bilanci della Regione Campania. Vincenzo De Luca evidenzia che «noi siamo altra cosa rispetto al passato». «Con senso di responsabilità - dice - ci facciamo carico di drammi. Abbiamo lavorato con il fiato sul collo, intanto per approvare consuntivi delle Asl che mancavano dal 2012». «Per senso di responsabilità - ha affermato - abbiamo rinunciato a 1,2 miliardi che avremmo avuto il diritto di gestire sulla base della nostra programmazione». «Ma noi abbiamo il senso dello Stato - ha aggiunto - e abbiamo deciso di rinunciare per il decreto di accelerazione della spesa perché centinaia di Comuni sarebbero andati verso il dissesto». Lo stesso discorso vale per le aziende «che avevano aperto cantieri». «Con una santa pazienza - ha sottolineato - abbiamo rinunciato».

Pronta la replica del Gruppo Caldoro sul suo profilo twitter:
«Corte dei Conti, Mef, e Uffici tecnici, dicono: che il buco nasce prima del 2009. Solo De Luca afferma il contrario. La sua fake news. Con la Giunta Caldoro il pareggio di bilancio».
Mercoledì 29 Novembre 2017, 16:40 - Ultimo aggiornamento: 29-11-2017 18:28
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