Riapertura scuole in Campania, chi rifiuta il test sierologico andrà lo stesso in classe

Mercoledì 9 Settembre 2020 di Mariagiovanna Capone

Test obbligatorio per tutto il personale scolastico della Campania. Una decisione che il governatore Vincenzo De Luca aveva anticipato pochi giorni fa e che ieri pomeriggio ha preso forma con l'ordinanza n. 70 contenente «ulteriori misure di prevenzione dei contagi in vista dell'avvio dell'anno scolastico». La Campania è così la prima regione a ordinare l'obbligatorietà dei test sierologici spinta verso questo provvedimento da due elementi: da una parte la percentuale di volontari troppo bassa che si è sottoposta all'esame gratuito in vista della ripresa delle lezioni (circa il 30 per cento); dall'altra il numero di nuovi positivi campani in costante aumento. L'obbligatorietà dei test tra il personale della scuola trova favorevoli tutti i sindacati, convinti che in questo modo si possano arginare i contagi e offrire maggiore tutela della salute a personale e studenti. Per gli screening obbligatori c'è tempo fino al 21 settembre, tre giorni prima dell'apertura dell'anno scolastico, quando cioè i dirigenti scolastici dovranno raccogliere e segnalare alla Asl di riferimento i nominativi di coloro ancora non controllati. Esenti, invece, chi ha effettuato il test sierologico e/o tampone diagnostico dopo il 24 agosto con esito negativo. Chi non si sottoporrà ai test rischia sanzioni da 400 a mille euro ma non gli sarà impedito di entrare a scuola e in classe. Al dirigente il compito di comunicarlo ad Asl e Unità di crisi che deciderà di muoversi sotto altri profili: un'ipotesi per esempio, sottoponendo a screening quotidiani tutta la classe dove insegna il docente non testato.

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Nell'ordinanza sono espresse le motivazioni che hanno spinto il presidente della Regione Campania De Luca a stringere la cinghia e imporre l'obbligatorietà dei test del personale della scuola. Negli ultimi giorni è stato registrato sul territorio regionale «un sensibile incremento dei casi di positività al virus, per lo più connesso a soggetti asintomatici o paucisintomatici (ossia pazienti infetti con sintomi lievi difficili da individuare e diagnosticare perché spesso passano completamente inosservati): ieri con 249 la Campania era seconda dopo la Lombardia con 271, ma nei giorni precedenti l'ha preceduta. La costruzione delle condizioni necessarie a garantire un anno scolastico all'insegna della sicurezza ha spinto alla decisione che «tutto il personale, docente e non docente degli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Campania, si sottoponga al test sierologico e/o tampone, segnalandosi al proprio medico di famiglia e all'Asl di appartenenza, per poi comunicare gli esiti al proprio dirigente scolastico». I dirigenti a loro volta dovranno segnalare all'Asl coloro che non risulta si siano sottoposti agli screening tre giorni prima dell'avvio dell'anno scolastico, affinché lo eseguano celermente. Pena: sanzioni amministrative.
 


«La ripartenza della scuola deve avvenire in sicurezza e questa ordinanza ci trova favorevoli» dice il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci. «Ma non basta testare i docenti solo entro il 24 settembre, bisogna continuare a farlo prevedendo un programma ciclico di verifiche sanitarie, poiché occorre essere lungimiranti». Secondo Ricci «qualche docente scontento e col mal di pancia c'è, però la stragrande maggioranza condivide questa ordinanza. Può sembrare una mossa dura come il famoso lanciafiamme, ma va preso per quello che è: un deterrente alla pandemia, visto che su base volontaria c'è stata scarsa partecipazione». «Abbiamo tutti a cuore la sicurezza e questa ordinanza ci trova favorevoli con il presidente De Luca» chiosano Salvatore Cosentino, segretario generale Uil Scuola Campania, e Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania. «È anche vero che una sicurezza oggettiva non coincide sempre con la possibilità di offrire libertà soggettiva, quindi qualche docente storcerà il naso, ma sono pochissimi. Per questo motivo è necessario una contemporanea costruzione di una campagna informativa». Sgambati ricorda poi che «i lavoratori fragili vanno protetti, così come i precari: non si può pensare a un concorso per chi ha 10 anni di esperienza». Per il segretario generale Cisl Scuola Campania Rosanna Colonna «ci sono docenti che non vogliono, non hanno gradito i test su base volontaria figuriamoci obbligatoriamente. Ma è una decisione che trova consensi ampi, poiché apporta una garanzia maggiore a loro stessi e agli alunni». Colonna considera favorevole «anche l'iniziativa dei termoscanner agli ingressi, ulteriore a garanzia. Perché i contagi giornalieri aumentano, e non bisogna abbassare la guardia anzi sarebbero utili i test agli studenti, partendo da quelli maggiorenni, e screening periodici nel caso i contagi non diminuissero». Proposta, quest'ultima, che trova concorde il ministro Azzolina che ieri al Senato ha annunciato che ci saranno test sierologici a campione a tutti gli studenti (di qualsiasi età) perché «siamo consapevoli del fatto che il rischio zero non esista».

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