Rifiuti, torna il caos in Campania: via a nuove gare per smaltirli all'estero

Domenica 7 Aprile 2019 di Daniela De Crescenzo
«Nessuno ha mai parlato di realizzare una quarta linea del termovalorizzatore di Acerra per risolvere le difficoltà che affronteremo a settembre con la chiusura dell'impianto: è evidente che pochi mesi non basterebbero a costruirla. Le soluzioni che stiamo cercando sono altre». Il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, chiarisce la posizione della Regione dopo che ieri il ministro Sergio Costa aveva sottolineato l'impossibilità di realizzare un incremento dell'impianto in tempi utili per arginare la temuta crisi dell'autunno. Le iniziative della Regione, sottolinea Bonavitacola, sono molteplici e, in attesa di vedere i risultati delle gare, puntano sostanzialmente sulla realizzazione dei siti di stoccaggio che, in ogni caso, vanno preparati con il dovuto anticipo.
 
Già la società della Città metropolitana, la Sapna, è pronta a lanciare una nuova gara per smaltire i rifiuti fuori regione che questa volta potrebbe andare a segno perché organizzata su lotti più piccoli dei precedenti, aggirandosi intorno alle ventimila tonnellate. Si allungherà, invece, il periodo di fornitura. L'azienda spera che il mercato risponda poiché quantitativi più modesti e da conferire in un periodo più lungo possono permettere ai fornitori di ottenere accessi agli impianti di smaltimento e flessibilità nella programmazione. In settimana, poi, scade l'avviso di consultazione di mercato organizzato dalla Regione dopo che a gennaio era andata deserta per la seconda volta la gara che mirava a far sparire più di centomila tonnellate di rifiuti. Duecento euro a tonnellata (era questo il prezzo a base d'asta) non erano bastati a convincere le aziende a smaltire la spazzatura campana. Questa volta, invece, si tratterà direttamente con le imprese. Ma ci si muove in una situazione resa difficile da diversi fattori. Il primo: la concorrenza spietata tra le Regioni in crisi (Campania, Lazio, Sicilia, Liguria) e l' Inghilterra che ha comprato spazio negli inceneritori del Nord Europa in attesa di costruire i propri. Il secondo: l'impossibilità di trattare direttamente con chi gestisce gli impianti stranieri visto che attualmente questi trattano solo con i mediatori. Il terzo: la mobilità del settore dove alcuni broker hanno lasciato il campo a nomi nuovi. Difficoltà ormai largamente conosciute che hanno convinto la Regione e a dare il via al rinnovamento dei siti di tritovagliatura (Stir) che dovrebbero lavorare la frazione umida riducendola a terriccio utile a coprire le discariche da bonificare.

Nell'immediato, però, per mettersi al riparo dalle incertezze, sono stati stanziati venti milioni per allestire i siti di stoccaggio. Decisione che non è piaciuta al ministro Costa ma che, ribadiscono a Palazzo Santa Lucia, è necessaria per non rischiare di trovarsi con i rifiuti in strada. Spiega Bonavitacola: «Gli uffici stanno lavorando per approntare gli stoccaggi. Sfrutteremo gli spazi liberi presso gli Stir e abbiamo sollecitato le società provinciali a preparare delle aree anche in vista delle future manutenzioni del termovalorizzatore. Appronteremo anche degli stoccaggi provvisori». E poi con un filo di ironia, aggiunge: «Se qualcuno ha altre soluzioni, noi siamo pronti ad accoglierle: al momento sono note le criticità di smaltimento per la situazione di congestione degli impianti di trattamento sia in Italia che in Nord Europa, come dimostrano le gare andate deserte nella capitale». © RIPRODUZIONE RISERVATA