Emergenza rifiuti a Napoli, rivoluzione Asìa: i manager si dimettono, cambia la governance

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Luigi Roano
Emergenza rifiuti a Napoli, rivoluzione Asìa: i manager si dimettono, cambia la governance

Oggi le dimissioni e contestualmente la convocazione dell’assemblea dei soci, cioè il Comune, per la prossima settimana. Questo l’ultimo atto della governance di Asìa. Arriva la svolta per l’Azienda dell’igiene urbana perché a dimettersi è il Cda. Ovvero la presidente Maria De Marco, l’amministratore delegato Claudio Crivaro e il consigliere Daniele Fortini. Vecchio amico della città che già nel 2011 stava in Asìa e ancora prima - per la sua esperienza in materia di rifiuti - ha contribuito alla sua fondazione. Insomma, la crisi dei rifiuti c’è e a Napoli non si vedevano così tanti cassonetti pieni e strade tanto sporche da parecchio tempo. Serviva una svolta, un colpo a effetto per motivare i dipendenti e dare il senso che con la crisi dei rifiuti in atto nessuno può dormire sonni tranquilli. In questo contesto il sindaco Gaetano Manfredi ha messo in campo una sorta di moral suasion che sembra avere avuto effetto. C’è da dire che dal Cda di Asìa trapela che già all’atto dell’insediamento era stata data una disponibilità alle dimissioni. Ma a ottobre, appena catapultato ai vertici di Palazzo San Giacomo, evidentemente Manfredi ha ritenuto di non accettarle. Magari perché gli erano sembrate più una formalità che una volontà reale. O, più probabilmente, non c’era unanimità nel Consiglio di amministrazione di Asìa sull’uscita anticipata. 

Le dimissioni arrivano nel bel mezzo di una crisi con la raccolta e lo spazzamento sostanzialmente alla paralisi, come è facilmente riscontrabile passeggiando per le strade di Napoli, complice anche l’epidemia di Covid che non risparmia nessuno. L’ultima comunicazione formale dell’amministratore delegato Crivaro ha ratificato che fino al 27 sono in quarantena causa Covid 300 operatori di Asìa. Basta per spiegare la crisi? Vista come è precipitata la situazione lo stesso Cda, oltre che l’azionista unico Comune, ritengono che quelle assenze non giustifichino una Napoli così non curata e sporca. Manca attenzione e volontà di andare oltre le difficoltà, queste le somme tirate a Palazzo San Giacomo. Così il sindaco, assieme all’assessore competente Paolo Mancuso che è presidente provinciale del Pd - anche lui sotto osservazione diretta dell’ex rettore - sta lavorando già alla ricerca del nuovo management. Asìa non avrà più un Cda, Manfredi ha deciso che serve un amministratore unico magari accompagnato da un direttore generale di polso capace di seguire passo dopo passo Asìa, instaurare buone relazioni con i sindacati e le maestranze. Una personalità forte in grado di vivere i tormenti di un’azienda che dovrà per forza cambiare pelle. L’idea del sindaco è quella di una azienda che deve gestire degli impianti e dare alla città quello che i napoletani si aspettano atteso che la tassa sui rifiuti è la più cara del Paese. Asìa deve essere rivoltata come un calzino e Manfredi ha promesso che sta lavorando per l’assunzione di 400 operatori. Se andasse in porto il progetto, per Asìa otre a una operazione di rafforzamento ci sarebbe contestualmente anche uno svecchiamento importante. 

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Chi sarà allora il prossimo amministratore unico? Il sindaco ha preso contatto con due o tre profili «non compromessi con il passato». Nella sostanza «figure tecniche a tutto tondo» - trapela dal Comune - a sottolineare che non deve essere una poltrona politica quella di Asìa ma l’incaricato dovrà essere una risorsa per Napoli. Vedremo come andranno le cose. Certo è che Manfredi vorrebbe chiudere la pratica la prossima settimana. O meglio contestualmente all’assemblea dei soci dove verranno accettate le dimissioni del Cda, l’ex rettore vorrebbe presentare anche il nuovo amministratore unico. Bisogna fare presto e la denuncia del consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli in questo senso è pressante: «Napoli, ritiro dei rifiuti fermi ed i quartieri, dal Vomero al centro passando per le periferie, restano come discariche a cielo aperto. Bisogna intervenire prima che l’emergenza diventi completamente ingestibile. Le giustificazioni dell’Asìa sul Covid non ci convincono» l’appello di Borrelli al sindaco. 

Ultimo aggiornamento: 13:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA