Riforma dell'esame di maturità, duemila studenti paralizzano Napoli per dire no

Il corteo degli studenti a via Toledo
di Antonio Folle

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Oltre duemila studenti sono scesi stamattina in piazza per dire no alla riforma dell'esame di maturità progettata dal Ministero dell'Istruzione e che tante polemiche ha scatenato in tutta Italia. La protesta che ha paralizzato gran parte della città - due cortei in contemporanea, uno partito da piazza Garibaldi e uno da piazza del Gesù - è parte di una protesta più ampia che abbraccia quasi tutte le grandi città italiane. Gli studenti puntano il dito contro il ministro Bussetti, accusando il Governo di non avere alcuna attenzione per i problemi reali della scuola e di essersi reso protagonista di una riforma che ha il "merito" di scontentare tutti. In piazza con gli studenti anche parte del corpo docente che ha solidarizzato contro chi fa ribellione verso una riforma partita ad anno scolastico in corso e che rischia di creare caos in sede di esami.
 
 

A parte i consueti disagi per il traffico cittadino e qualche spruzzata di vernice non ci sono stati incidenti di rilievo durante i due cortei. Il corteo capeggiato dall'Unione degli studenti da piazza Garibaldi ha raggiunto la sede della Regione Campania a via Santa Lucia mentre il corteo promosso dagli Studenti Autorganizzati ha mosso in direzione piazza Plebiscito. Le due proteste non si sono incontrate e i due cortei, pur mantenendo lo stesso percorso, hanno mantenuto la loro identità. Cosa che, ovviamente, non ha fatto altro che accrescere i disagi per la circolazione veicolare.

«Siamo scesi in piazza - tuonano i rappresentanti degli studenti - per dire no a questa assurda riforma partorita da chi, pochi giorni fa, ha detto che il sud deve impegnarsi di più. Noi mettiamo impegno ogni giorno, ma non possiamo far molto in scuole fatiscenti che rischiano di crollarci addosso ad ogni colpo di vento. Il ministro Bussetti dia risposte agli studenti anzichè arroccarsi nelle loro posizioni di privilegio - proseguono gli studenti - noi siamo scesi in piazza per dire no a questo Governo incapace che scarica sugli ultimi e sui migranti le colpe del loro fallimento».
 

Le manifestazioni studentesche hanno assunto fin da subito chiare connotazioni politiche e i cori di protesta contro la riforma Bussetti si sono quasi subito trasformati in cori di protesta contro Salvini e di Maio. Tante le bandiere rosse in piazza e gran sfoggio di magliette di Potere al Popolo e dell'ex Opg. Presenti anche i delegati dei principali sindacati che hanno appoggiato la protesta. 
Venerdì 22 Febbraio 2019, 14:23 - Ultimo aggiornamento: 22-02-2019 15:02
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