Processo Crescent, l'accusa dei pm:
«Condannate De Luca a due anni»

di Petronilla Carillo

  • 154
Poco meno di complessivi trent'anni di pena per i ventidue imputati del processo Crescent il complesso urbanistico a forma di mezzaluna, progettato dall'architetto catalano Ricardo Bofill, e realizzato sul lungomare di Salerno a ridosso della spiaggia di Santa Teresa. È la richiesta formulata dai pubblici ministeri nel corso della requisitoria iniziata davanti ai giudici del tribunale. Ventinove anni e cinque mesi, per l'esattezza. Diversi i capi di imputazione: falso ideologico, abuso d'ufficio e lottizzazione abusiva.

Per il governatore Vincenzo De Luca, a giudizio per reati commessi quando era sindaco di Salerno, l'imprenditore Eugenio Rainone, che ha realizzato l'opera, e l'ex proprietario del Jolly Hotel Rocco Chechile, i sostituti procuratori di Salerno Rocco Alfano e Guglielmo Valenti, hanno richiesto le pene più alte: due anni e dieci mesi per il politico, due anni e sei mesi per il costruttore e l'albergatore. I legali di De Luca, gli avvocati Paolo Carbone e Andrea Castaldo, al termine di una lunga giornata di dibattimento si dichiarano comunque «sereni». «Attendiamo fiduciosi la fine della requisitoria - spiega l'avvocato Castaldo - per avere una visione completa della posizione della procura e poter, in questo modo, articolare meglio la nostra difesa. Siamo molto fiduciosi perché ci sembra davvero paradossale che una intera giunta si sieda intorno ad un tavolo per pianificare abusi e falsi». «Riusciremo a dimostrare la correttezza dei comportamenti», conclude l'avvocato Carbone.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Sabato 26 Maggio 2018, 08:15 - Ultimo aggiornamento: 26-05-2018 12:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP