«Salva-Napoli», l'ira dei magistrati contabili: «È soltanto un accanimento terapeutico»

di Pierluigi Frattasi

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«Non è opportuno avallare una situazione di accanimento terapeutico per i Comuni ormai in default. Procrastinare l'inevitabile dichiarazione di dissesto preclude un effettivo risanamento». È durissimo il giudizio dell'Associazione Magistrati della Corte dei Conti, che comprende il 93% dei giudici erariali, sugli emendamenti sul predissesto, cosiddetti «Salva-Napoli» e «Salva-Catania», contenuti nel decreto Milleproroghe - approvato al Senato il 6 agosto e da convertire in legge alla Camera entro il 23 settembre - che darebbero agli enti la possibilità di riformulare il piano del predissesto e di non tenere conto delle pronunce della magistratura contabile per il 2018, in pratica vanificando i controlli della Corte dei Conti ai fini dell'eventuale dichiarazione del dissesto. Con un documento inviato anche al Parlamento, l'Associazione ha sollevato il sospetto di «dubbia costituzionalità» della sanatoria, perché contraria ai principi dell'equilibrio di bilancio - oltre a essere estranea all'oggetto del Milleproroghe - e ne ha chiesto lo «stralcio» in sede di conversione alla Camera. Sollecitando piuttosto «una modifica della norma del dissesto».
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Domenica 2 Settembre 2018, 12:00
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