Salvini a Napoli, fischi e comizio sospeso: «Tutta gente mandata da De Luca»

Sabato 12 Settembre 2020 di Luigi Roano

Contestato, ancora una volta in Campania e a Napoli e provincia il leader della Lega Matteo Salvini. Da Torre del Greco a Napoli contestato anche nel giorno della reunion del centrodestra attorno a Stefano Caldoro, il candidato alla Regione primo antagonista del governatore uscente Vincenzo De Luca. Che secondo i sondaggi è venti punti avanti. Aria pesante, clima non bello e parole che hanno sorpreso. Dal palco persino il mite Caldoro ha usato toni che nessuno gli riconosceva fino a dire «io odio un solo salernitano» con evidente riferimento a De Luca. Nella cittadina vesuviana i cori e il lancio di oggetti e pomodori - cosa sempre disdicevole e che nessuno merita di subire - hanno indispettito e non poco il leader della Lega. Una giornata trascorsa in tour per la provincia di Napoli e il capoluogo «affrontando le piazze, mentre gli altri come De Luca e Zingaretti si chiudono nei teatri noi ci mettiamo la faccia» ringhia Salvini. Che individua come mandante «delle contestazioni De Luca, sono i suoi amichetti che non hanno una mazza da fare e prendono il reddito di cittadinanza». Chissà se è stato un lapsus perché stava pensando a Luigi Di Maio o un errore quello di Salvini visto che il reddito di cittadinanza è una misura varata dal M5S. Anche a Napoli la contestazione c'è stata: un centinaio almeno si sono accalcati in Largo Berlinguer con tamburi e hanno urlato slogan e invitato Salvini a cambiare città. Acceso alcuni fumogeni colorati e tanti fischi. Un gruppo di manifestanti è riuscito ad avvicinarsi all'estremità della piazza, ma il cordone di sicurezza ha tenuto. E poiché quella intitolata a Giacomo Matteotti dove si è svolto il comizio è molto grande, i contestatori stavano a una distanza tale che di quelle grida a Salvini è arrivato solo l'eco. Adeguatamente tamponato da musica sparata a palla dagli altoparlanti sul palco, una selezione di successi italiani degli anni 80: dai Ricchi e Poveri a Pupo. Un migliaio abbondante - invece - i sostenitori della Lega in piazza Matteotti. E francamente è apparsa speciosa e fuori luogo, ma soprattutto antistorica la provocazione di mettere tra parentesi sul manifesto elettorale «Piazza della Posta». Così la chiamavano i fascisti che uccisero Matteotti. Una questione che Salvini ha rilanciato più volte anche dal palco dando fiato a una certa destra che in piazza si è vista. Un mix che ha esacerbato gli animi fuori dal perimetro della manifestazione e ha costretto le forze dell'ordine a raddoppiare il servizio di sicurezza fino a blindare il cuore di Napoli con centinaia di poliziotti e blindati, tanto che uno dei pezzi più pregiati della città sembrava un teatro di guerra. In più questa chiusura del centro ha gettato i napoletani nello sconforto, l'area si è trasformata in una trappola per pedoni e automobilisti che si sono sciroppati fino a 4 ore di coda.
 

 

Torre del Greco è l'epicentro della durissima contestazione a Salvini, tutto inizia da li e il leader della Lega ha dovuto anticipare e di molto la chiusura del suo intervento. Salvini ha parlato appena 5 minuti. Contro di lui fischi, slogan ed anche qualche lancio di pomodori. Nella cittadina del corallo avrebbe dovuto visitare le aree mercatali di largo Santissimo e passeggiare in via Salvator Noto, ma le tensioni - con un corteo composto da almeno un centinaio di manifestanti - hanno consigliato ai responsabili del servizio d'ordine di puntare direttamente al gazebo dove però l'intervento di Salvini è stato interrotto e coperto dalle urla dei contestatori. «Eccoli gli amichetti di De Luca - dice il leghista dal palco indicando un gruppo di giovani manifestanti - non hanno una mazza da fare dalla mattina alla sera: reddito di cittadinanza e nulla più. Eccoli lì. Noi preferiamo la Campania del lavoro, del mare, dell'artigianato, del corallo, della bellezza e della tradizione. Chi lancia pomodori, insulta e minaccia non protesta, è un incivile». Salvini racconta che mentre si è «inchinato per fare un selfie con una bimba autistica gli è stato lanciato un oggetto che ha sfiorato la ragazzina». Salvini ha trascorso in Campania l'intera giornata, impegnato in un lungo tour elettorale è stato a Vietri dove ha c'è stato l'incontro con Antonio Tajani e Giorgia Meloni. Poi è andato a Giugliano per guardare quel monumento all'inettitudine della politica che sono le ecoballe. «Di eco non hanno nulla, sono bombe chimiche e sono il fallimento della sinistra» dice.
 
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A Napoli arriva intorno alle 19 con un'ora abbondante di ritardo sulla tabella di marcia, è accolto da uno sventolio di bandiere tricolori e della Lega e dal «nessun dorma» di Giacomo Puccini. Mentre sul palco trova tutti e 50 i candidati della Lega con Caldoro, un carosello di personaggi molto colorati. Il primo vero faccia a faccia con Caldoro che lo ha seguito nel tour pubblico. Si ricorderà che Salvini dopo molte tensioni ripudiò Caldoro. Cosa è cambiato in poche settimane? «È cambiato il fatto che a sinistra c'è il disastro, Caldoro ha già amministrato questa terra e l'ha amministrata bene. Se vinciamo entra in ufficio e dopo due minuti sa dove mettere le mani». Per poi aggiungere: «Vedo la freschezza e l'energia dei nostri candidati, tre quarti non hanno mai fatto politica e vengono da altre esperienze ed è bello così. Io ho già vinto. Se poi il governatore si chiamerà Stefano e se la Lega avrà avuto, come penso, un risultato importante, sarà ancora meglio». Insomma, il freddo con Caldoro resiste mentre è soddisfatto della partecipazione popolare all'evento: «Devo dire che di venerdì pomeriggio una piazza così a Napoli non me la sarei mai aspettata. La piazza di stasera non ce l'ho neanche a Milano. È una bella responsabilità. E significa anche un fallimento per gli altri, perché se de Magistris, De Luca e Di Maio avessero fatto il giusto stasera per me non c'era nessuno. Voi campani e napoletani non voi meritate questi tre». E anticipa: «Un candidato sindaco per Napoli? Per una candidatura civica, sostenuta dalla Lega ci sono già tre o quattro imprenditori che si sono messi a disposizione». Per il resto tutti pensieri poco carini per i suoi avversari. «La Campania ha bisogno dei turisti che pagano non di quelli sbarcano e vendono la droga». E ancora: «De Luca l'ho visto su fb lo avrei voluto vedere a Caserta dove non ha ultimato l'ospedale o nelle case popolari di Napoli. Dico che chi vuole che Napoli torni una delle capitali del mondo deve votare Lega. Un voto che serve per mandare a casa anche la Azzolina e far tornare i ragazzi a scuola». Per Salvini «De Luca è un chiacchierone da drive in. Le ecoballe di Giugliano fanno comodo solo alla camorra e a noi la camorra fa schifo». Chiusura ancora sul governatore: «De Luca ha ignorato i disoccupati ma quando si è trattato di assumere ha preso i suoi autisti».
 
 

Ultimo aggiornamento: 14:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA