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Napoli, gli amici del San Carlo: «No al taglio dei fondi ora De Luca ci ripensi»

Mercoledì 2 Marzo 2022 di Luigi Roano
Napoli, gli amici del San Carlo: «No al taglio dei fondi ora De Luca ci ripensi»

Lunedì prossimo il Consiglio di Indirizzo del San Carlo - il presidente è il sindaco Gaetano Manfredi - si riunirà per approvare il bilancio e il budget a disposizione per la stagione lirica e teatrale, quel giorno si saprà se la Regione guidata dal presidente Vincenzo De Luca manterrà il taglio da 4 milioni fatto al Massimo napoletano. E a oggi si può dire che non sono previsti dietrofront. In questo contesto, l'associazione Amici del San Carlo presieduta dal Cavaliere del Lavoro Stefania Brancaccio, lancia un appello al governatore perché «riveda la sua posizione». Un appello nel quale la Brancaccio sottolinea «la crisi economico-finanziaria del Teatro, causata dal drastico taglio da parte della Regione». La Brancaccio «esprime vicinanza alla dirigenza artistica e amministrativa del Teatro» e segnala l'importanza che il più antico Teatro d'Europa mantenga il suo prestigio artistico». Quindi la presidente si rivolge alla Regione: «Faccio appello alla sensibilità artistica del presidente Vincenzo De Luca affinché riveda l'improvvisa decisione di tagliare il finanziamento regionale al Teatro. Taglio che impedisce ogni previsione economico-finanziaria fino a compromettere gravemente una futura programmazione all'altezza della tradizione del San Carlo».



Dalle parti del Teatro negli ultimi mesi le acque non sono tranquille. Da un lato la crisi dovuta alla pandemia, che inevitabilmente ha visto il Massimo chiuso per molti mesi minandone le potenzialità finanziarie, dall'altro la posizione della Regione con De Luca che oltre al taglio di 4 milioni ha fatto trapelare di essere pronto a uscire del Cdi nel quale la Regione è uno dei soci fondatori. Una posizione assunta da De Luca che contestò la gestione del direttore artistico Stéphane Lissner e quella amministrativa di Emmanuela Spedaliere. Fino ad arrivare a chiedere la loro defenestrazione per gli stipendi ritenuti troppo alti e per presunti sprechi. La Regione si rivolse al Mibac socio fondatore ma soprattutto ente vigilante che bocciò l'ente di Santa Lucia sancendo per la terza volta la regolarità dell'operato del direttore artistico e del direttore generale. Nella sostanza, nel Cdi c'è molta preoccupazione. Il sindaco però guarda alla prossima settimana in attesa che la Regione formalizzi le sue mosse per poi mettere in moto le sue. E sul bilancio spiega: «Ci sono state delle richieste di approfondimento. Il bilancio del San Carlo è pronto, è stato approvato dai revisori. Ci siamo aggiornati agli inizi della prossima settimana per l'approvazione definitiva» conclude. Risposta non banale quella dell'ex rettore: chi ha chiesto ulteriori approfondimenti ed è già almeno la quarta volta? La Regione, che la settimana scorsa ha spedito al San Carlo un paio di tecnici, probabilmente avvocati, che «hanno chiesto approfondimenti sul bilancio». Ovvero gli incartamenti che riguardano Lissner e la Spedaliere. Di qui la risposta di Manfredi che ha tirato in ballo i Revisori dei Conti che sono esponenti del Mibac e della Corte dei Conti. A sottolineare che lui sul bilancio il semaforo verde già lo ha avuto e che il prossimo Cdi sarà davvero la resa dei conti.

Come stanno le cose a oggi? La Regione non è intenzionata a fare dietrofront sui 4 milioni, il taglio con grandi probabilità sarà confermato all'atto dell'approvazione del budget. Mentre intende versare la quota di socio fondatore che si aggira sui 7 milioni. Vale a dire che il proposito di mollare il San Carlo sembra non essere più un'opzione anche se ancora tutti gli scenari sono possibili. Infatti, c'è da capire quanto potrà incidere la Regione nel Cdi con i tagli effettuati. Soprattutto se Manfredi presenterà i nuovi sponsor che chiederanno spazio. L'ex rettore è un ammortizzatore di tensioni, sta tentando di tenere aperto il dialogo con la Regione per l'ultima mediazione. Ieri lui e De Luca sono stati lungamente assieme, hanno accolto il ministro Giovannini. Ma non hanno nella sostanza mai parlato. Manfredi è deluso dalla qualità del rapporto con la Regione in generale. E ancora di più nella vicenda del San Carlo. E considera uno sgarbo quello di averla fatta riesplodere proprio il giorno in cui si è insediato come presidente del Cdi.
 

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