VINCENZO DE LUCA

Sanità a Napoli, Cisl contro la Regione: «Bisogna fare luce sui fatti»

Sabato 22 Gennaio 2022
Sanità a Napoli, Cisl contro la Regione: «Bisogna fare luce sui fatti»

La Funzione Pubblica della Cisl della Campania ha presentato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti nei confronti della Regione con cui chiede di convocare il governatore De Luca e il direttore generale Postiglione al fine di accertare l’esistenza di tre tipologie di reati che sarebbero stati consumati dai responsabili istituzionale ed amministrativo della sanità.

«Si ravvisano – sottolinea il leader della federazione Lorenzo Medici, firmatario dell’esposto - un danno erariale per la mancata determinazione da parte della Giunta del fabbisogno assistenziale e la successiva nomina di un commissario ad acta, nonostante una sentenza emessa dal Consiglio di Stato che ordinava di provvedere; uno sbilanciamento per le strutture accreditate nella ripartizione dei fondi della specialistica ambulatoriale, causa dell’assoluta carenza gestionale, organizzativa e di programmazione, e in dispregio ai principi di economicità; infine, conseguenze a discapito dei cittadini, costretti a trovare soluzioni alternative per l’assistenza potendo solo in piccola parte utilizzare il servizio pubblico».

I professionisti nominati per accertare la situazione hanno verificato, come è riportato nella denuncia, «l’anomala ripartizione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale in Campania tra pubblico e privato accreditato, sbilanciata a favore del secondo rispetto a quanto accade nelle regioni benchmark», ovvero Marche, Umbria e Veneto, a cui si fa riferimento per la definizione dei criteri di qualità dei servizi erogati, appropriatezza ed efficienza, ai fini della determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.

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Nel 2018 sono state effettuate circa 56 milioni e mezzo di prestazioni per oltre 900 milioni di euro, nel 2019 più di 55 milioni e mezzo per ulteriori 920 milioni, per un totale che supera i 3600 miliardi di vecchie lire. «Siamo davanti – conclude il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Medici – a fatti sui quali bisogna fare piena luce. Perciò ci riserviamo di costituirci parte civile nell’eventuale, successivo procedimento penale, perché abbiamo il dovere come sindacato di tutelare i lavoratori, i pensionati e tutti i cittadini della Campania, che pagano fior di tasse in questa regione e l’addizionale più cara d’Italia, ed hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi da chi governa il territorio locale».

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