Sant'Antimo, il sindaco resiste: altri 12 consiglieri al posto dei ribelli

Sabato 20 Luglio 2019 di Nella Capasso
Lo scioglimento del consiglio comunale, decretato due giorni fa in uno studio notarile di Caserta, potrebbe non essere valido. Per uno dei tredici consiglieri che hanno firmato l'interruzione dell'attività dell'amministrazione guidata da Aurelio Russo vi è stato, alla presenza del notaio Giuseppe Ronza, un errore nella trascrizione della data di nascita. È su questo dettaglio che Russo ha costruito la sua opposizione al provvedimento: «Gli uffici comunali hanno provveduto a comunicare tale circostanza alla prefettura di Napoli».
 
Intanto il sindaco ha subito proceduto alla surroga di dodici consiglieri. «In attesa che gli organi competenti si pronuncino, in via cautelare, stante la convocazione già in essere del consiglio comunale per le prossime date del 22 e 23 luglio, il consigliere anziano sta procedendo alla surroga dei dodici consiglieri al fine di poter consentire il regolare svolgimento del consiglio» ha fatto sapere Russo.
 
Ma i firmatari della sfiducia hanno provveduto subito a far rettificare l'errore presso lo studio notarile. I consiglieri sono certi che questa operazione basterà a dare continuità alla loro azione. Lo attesterebbero alcuni precedenti, tra cui una situazione analoga verificatasi nel 2018 nel comune di Teverola. In quel caso la prefettura di Caserta accolse le rettifiche ad un documento che sfiduciava il sindaco. Si prese in considerazione la dichiarazione del notaio che attestava l'autenticità delle firme apposte in sua presenza. La vicenda, secondo l'opposizione ed una parte della città, starebbe mettendo in mostra l'accanimento di Russo: «E' un vergognoso abuso di ufficio del sindaco e di chi insieme a lui si sta rendendo autore di condotte palesemente illecite , che saranno perseguite in tutte le sedi, compresa quella penale» è il commento di Corrado Chiariello, che in consiglio comunale sedeva tra i banchi dell'opposizione di centro-destra. Giuseppe Italia, che ha rappresentato l'opposizione di centro-sinistra, fa notare anche un altro dettaglio che, a suo avviso, invaliderebbe il tentativo di Russo: «Se l'atto del notaio dovesse essere non valido, allora nessuno di noi consiglieri sarebbe dimissionario, essendo le dimissioni contestuali».

Italia fa riferimento ad una sentenza del Consiglio di Stato che afferma «che le dimissioni valgono per tutti o per nessuno». Quindi o si confermerebbe lo scioglimento del consiglio, oppure i consiglieri dovrebbero essere tutti riabilitati nella loro funzione. In quel caso, fanno sapere di essere già pronti a firmare un nuovo documento di sfiducia. La saga continua. © RIPRODUZIONE RISERVATA