Le Sardine fermano la Lega a Scampia: salta il meeting a Napoli

Martedì 4 Febbraio 2020 di Luigi Roano
Meno di un'ora dopo l'annuncio del meeting della Lega di giovedì alla Municipalità di Scampìa, che dalle Sardine è partita la contromossa modello Emilia Romagna: «Ci saremo anche noi a Scampìa giovedì, ma alla stazione della metro». Un corpo a corpo con marcatura a uomo pacifico e anche con qualche botta d'ironia almeno fino a oggi quello tra la Lega e le Sardine. Questa volta però la Lega - appreso della contromanifestazione - decide di fare il passo indietro, a comunicarlo è Emanuele Papa, il segretario dei giovani leghisti organizzatore del meeting promosso anche per sostenere la candidatura al Senato di Salvatore Guangi. «Non annulliamo il meeting, lo posticipiamo. Una decisione presa - spiega Papa - per tutelare le forze dell'ordine e i nostri simpatizzanti, domenica allestiremo a Scampìa i nostri gazebo». Paventano, quelli della Lega, il pericolo di scontri. Tant'è in Emilia non ci sono stati questi problemi. Non salta il flash mob delle Sardine: «Noi alle 16,30 saremo a Scampìa e confermiamo la nostra manifestazione» racconta uno dei coordinatori napoletani Riccardo Festa.

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Forse per capire il dietrofront della Lega bisogna fare un passo indietro e arrivare al 23 gennaio. Quel giorno le Sardine annunciano che la loro fase costituente si terrà proprio a Scampìa il 14 e 15 marzo, il quartiere è stato eletto come vera startup politica in funzione delle prossime regionali in Campania. Del resto in Emilia questo movimento - trasversale almeno come composizione sociale - è nato in funzione anti Lega a un mese dalle regionali. Probabilmente la reazione fulminea delle Sardine all'annuncio del meeting leghista avrà fatto scattare qualche riflessione in casa della Lega, non solo per ipotetiche problematiche di ordine pubblico, ma di natura più squisitamente politica. Gianluca Cantalamessa, parlamentare della Lega inquadra così la situazione: «La cosa che fa più stranezza è che chi si spaccia per democratico - racconta - non perde occasione per contromanifestare, a me non verrebbe mai di contromanifestare contro qualcuno che non la pensa allo stesso modo. E ancora più strano è che non vano mai in piazza a manifestare contro chi governa in regione, si manifesta contro di noi che siamo all'opposizione». A organizzare l'evento di giovedì è stata la Lega giovani e dal quartier generale su questa vicenda trapela che i nervi sono tesi. «Una contromanifestazione fatta da chi? Da individui che dietro la maschera dell'attivismo sociale perseguono i loro interessi privatistici all'interno dei gangli dell'amministrazione comunale in cui sono beninseriti. Scampìa è di tutti, non solo di chi non ha mai fatto nulla per cambiarla realmente».
 

Il popolo delle Sardine dunque non cambia idea e soprattutto le motivazioni che hanno spinto a indire il flash mob: «Ci riprovano ancora una volta - si legge sulla loro pagina fb - Dopo aver sottratto risorse al Sud per circa 30 anni, la Lega prova di nuovo a tornare sui nostri territori per chiederci il voto». Le Sardine spiegano il perché della scelta di Scampìa e della contro manifestazione: «Da napoletani siamo stati tra i primi a non legarci, sin dai primissimi tentativi dei leghisti di venire sui nostri territori a farsi campagna elettorale. Ricordiamo il 13 maggio 2014, quando Salvini venne cacciato da Piazza Carlo III e fu costretto a fuggire via scortato in macchina. E l'11 marzo 2017, quando un corteo di 10mila persone costrinse i leghisti a rinchiudersi nel teatro della Mostra D'Oltremare riempito per l'occasione con bus provenienti da altre regioni». Una rievocazione che sa di passo falso e che dà una sostanza politica più pesante e meno libera delle Sardine napoletane. All'epoca furono le frange estreme dei centri sociali a scendere in piazza contro Salvini inquinando una manifestazione inizialmente pacifica e non violenta. Ci furono scontri violenti, Fuorigrotta fu messa a ferro e fuoco con tanti feriti. I black bloc lanciarono molotov contro la polizia e con mazze e catene tentarono di forzare il blocco delle forze dell'ordine. Se queste sono le sardine napoletane la costituente di Scampìa rischia di diventare un campo di battaglia per i soliti noti. © RIPRODUZIONE RISERVATA