Parla Oliviero, l'uomo della valigetta: «Quei 50mila euro erano il mio onorario»

Mercoledì 21 Febbraio 2018 di Gigi Di Fiore
Parla Oliviero, l'uomo della valigetta: «Quei 50mila euro erano il mio onorario»

La verità di Mario Oliviero detto «Rory», sul terzo video di Fanpage che lo ritrae mentre va via con una valigetta dove avrebbero dovuto esserci cinquantamila euro. La verità del 44enne consigliere comunale di opposizione di Ercolano, che nel video si definisce «delfino dei De Mita, prossimo candidato al Senato nel collegio di Avellino».


Avvocato Oliviero, qual è il suo primo commento sul video registrato da Fanpage con l'apporto dell'ex collaboratore di giustizia, Nunzio Perrella?
«Posso dire che mi sento tutelato dal fatto che c'è un'indagine aperta dalla Procura di Napoli che ha acquisito tutte le 900 ore di video integrali, registrati da Fanpage. La parte che mi riguarda è completamente diversa da come appare. Mi trovo coinvolto in questa vicenda esclusivamente per ragioni di impegno professionale».

Che tipo di impegno professionale?
«È noto che sono titolare di uno studio legale, dove lavorano diversi miei collaboratori, a Ercolano. Ci occupiamo di civile, amministrativo e penale, ma soprattutto di consulenze aziendali. In questa storia, ci sono entrato proprio come consulente in una possibile attività imprenditoriale, tutta da sviluppare, svolgendo una mia opera di mediazione».

Conosceva già, prima di questa vicenda, l'ex collaboratore di giustizia, Nunzio Perrella?
«No, mai visto prima. Mi è stato presentato da un imprenditore, mio cliente, che mi ha prospettato per primo la possibilità di contattare una grossa azienda in grado di smaltire i fanghi dei depuratori campani. Perrella mi si è presentato come imprenditore di origini napoletane, che vive al nord. Dopo il primo incontro, che si è svolto a Portici, ci siamo scambiati i contatti mail e telefonici».

Gli incontri che avete avuto sono soltanto quelli che vengono citati e appaiono nel video?
«Sì, ci siamo visti in tutto cinque volte. La prima volta in un bar di Portici, due volte nella hall dell'Holiday inn al Centro direzionale di Napoli e altre due alla Caffettiera di piazza dei Martiri sempre a Napoli, dove abbiamo parlato al massimo una ventina di minuti. Tutto tra gennaio e febbraio. Solo in un incontro era presente anche il presidente della Sma, Biagio Iacolare, un amico con le mie stesse simpatie politiche».

Nelle conversazioni avute con Nunzio Perrella, ha mai sospettato che non fosse quello che diceva di essere e che la stessero registrando?
«No, di base si discuteva della possibilità di affrontare e risolvere uno dei più gravi problemi regionali, lo smaltimento dei fanghi della depurazione, in attesa che venissero perfezionati tutti i passaggi dei regolari bandi di assegnazione degli appalti. L'affidamento dello smaltimento al centro delle discussioni, sulla base di procedure d'urgenza che sono previste dalla legge, doveva avvenire con atti immediati e senza bando di concorso per l'esistenza di una difficile situazione di emergenza da risolvere in attesa dell'assegnazione degli appalti. Era da considerare positiva l'ipotesi, prospettata in quei colloqui, dello smaltimento dei fanghi che l'azienda, di cui sembrava essere rappresentante Perrella, si sarebbe impegnata a fare all'estero».
 
E la valigetta che le viene consegnata a via Morelli, che avrebbe dovuto contenere 50mila euro, a che titolo la prese?
«Qui siamo al paradosso. Si sentono voci, con scritte in sovra impressione, ma nessun labiale che parla di 50mila euro viene mai inquadrato. Io ho parlato sempre e solo di onorari da avere per la mia mediazione, per la mia attività di consulenza. Mai ho accennato ad altro utilizzo di soldi. Sono atterrito, per questo».

Pensava che nella valigetta ci fossero già 50mila euro?
«Avevo chiesto che mi fossero portati dei documenti per verificare l'attendibilità e la serietà della proposta dell'azienda. Così, credevo che nella valigetta vi fossero contenuti proprio quei documenti. A che titolo, senza che si fosse fatto ancora nulla, avrei dovuto prendere dei soldi?».

Cosa ha pensato quando ha aperto la valigetta, trovandola invece piena di spazzatura?
«L'ho aperta due ore dopo, quando sono arrivato a casa. Ho pensato che avevo avuto a che fare con dei farabutti».

Non ha ipotizzato una denuncia?
«E su cosa, in ciò che era avvenuto non esisteva alcuna ipotesi di reato da poter denunciare».

Di fatto, ha svolto un ruolo da tramite che ha consentito a Perrella di arrivare a Iacolare e alla Regione?
«Un tramite sì, ma solo in ragione della mia attività professionale».

La preoccupa l'inchiesta della magistratura?
«Sono indagato per corruzione. Ho avuto anche una perquisizione, fornendo la mia ampia disponibilità a fornire ogni chiarimento necessario agli inquirenti. La mia forza è la famiglia e la fiducia che nutro per il lavoro della magistratura».

Nel 2016, fu al centro di un video di «Striscia la notizia» su presunte promesse di assunzioni, in cambio di denaro, all'Ospedale del mare. Come è finita quella vicenda?
«È stata una bolla di sapone».

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