Comunali a Napoli, Alessandra Clemente si dimette: mezza giunta in uscita

Mercoledì 4 Agosto 2021 di Luigi Roano
Comunali a Napoli, Alessandra Clemente si dimette: mezza giunta in uscita

Alessandra Clemente, la candidata al Comune che il sindaco Luigi de Magistris ha designata suo successore, si è dimessa. Lascia Palazzo San Giacomo per avere «le mani libere». Una mossa per qualcuno arrivata con colpevole ritardo, visto che 8 anni a Palazzo San Giacomo sono un trampolino di lancio per la campagna elettorale di non indifferente portata. Certo è che - come anticipato da Il Mattino nell'edizione di ieri - si sarebbe dimessa con l'ufficializzazione della data delle elezioni. E ieri è uscito il decreto del governo che ha confermato la data del 3 ottobre per l'apertura delle urne. Le liste e le candidature si dovranno quindi presentare intorno al 3 settembre e il ragionamento vale anche per il sindaco. De Magistris - candidato alla presidenza della Regione Calabria - ha dichiarato che una eventuale «riflessione sulle dimissioni si farà con la data del voto». E questo significa che potrebbe lasciare Palazzo San Giacomo il 30 agosto. L'uscita della Clemente intanto ha innescato un effetto domino nella giunta dell'ex pm che potrebbe ritrovarsi di qui a poco senza squadra di governo o con l'incredibile difficoltà di non avere più il numero legale per guidare la stessa giunta. Sull'uscio di Palazzo San Giacomo in odore di candidatura al Consiglio comunale c'è - questa la novità dell'ultimissima ora - Raffaele Del Giudice ex vicesindaco e assessore all'Ambiente in trattative con la sinistra. Che ha come candidato Gaetano Manfredi come il M5S; Marco Gaudini assessore alla Mobilità che con Maria Caniglia - altra ex di DeMa - si candiderà a sostegno di Manfredi in quota del governatore Vincenzo De Luca; Giovanni Pagano che ha la delega al lavoro e proviene dal mondo dei movimenti ed è in trattative con la sinistra e con il M5S anche lui eventualmente a sostegno di Manfredi; Rosaria Galiero assessore alle Finanze che sta dialogando sia con la sinistra che con Antonio Bassolino. E in fase di riflessione c'è anche Ciro Borriello, assessore allo Sport che, salvo ripensamenti dell'ultima ora, è l'unico pezzo della giunta a sostenere la Clemente e si candiderà come i suoi colleghi al Consiglio comunale vestendosi però di arancione. Cosa farà Borriello si dimetterà pure lui oppure proseguirà fino al termine del mandato? 

Le dimissioni sono state rese pubbliche poco dopo l'ora di pranzo. La Clemente spiega così la sua uscita: «Fino a lunedì è stato per me prevalente il tempo dedicato a obiettivi fondamentali, al tempo stesso cruciali e difficili, come l'avvio dei lavori della Galleria Vittoria. Portati a termine, per l'immediato presente e futuro della città, con senso di responsabilità, sento di poter terminare la mia esperienza da assessore, per portare avanti la mia candidatura a Sindaco di Napoli». Inoltre, venerdì c'è l'inaugurazione della stazione Duomo del metrò e a Palazzo San Giacomo le hanno fatto notare che è annunciato anche il ministro Giovannini e la sua presenza - questo il senso del ragionamento - non era ritenuta opportuna. «La mia candidatura a sindaco - conclude - è il naturale proseguimento del cammino fatto in questi anni all'interno della macchina amministrativa, una lunga gavetta che mi ha aiutato a conoscere in profondità le problematiche della nostra città ma anche il modo di risolverle».

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In questo contesto de Magistris sta giostrandosi per capire fino a quando e come può portare avanti la consiliatura. La giunta è composta da 11 assessori più il sindaco. Bisogna capire a livello di regolamento se ne bastano sei incluso il sindaco per essere ritenuta valida la squadra di governo oppure ne servono sette con il primo cittadino. E l'ago della bilancia in questa sembra essere Ciro Borriello. Le cose a oggi stanno così: Clemente, già fuori, Del Giudice, Galiero, Gaudini e Pagano quelli in odore di candidatura sicura. Con Borriello che non ha deciso ancora. Dentro il Municipio oltre al sindaco resterebbero il suo vice Carmine Piscopo, l'assessora al Welfare Donatella Chiodo, Luigi Felaco, Francesca Menna, Annamaria Palmieri e Borriello. Con l'assessore allo Sport la giunta sarebbe a sette, senza a sei. A questo punto de Magistris per dimettersi aspetta fiducioso un chiarimento dal Governo. Il bilancio previsionale è stato approvato solo in giunta e non dal Consiglio comunale. In Questo comporterebbe - in caso di dimissioni - la tagliola della Corte dei Conti e non solo con le candidature di tutti a iniziare dal sindaco a rischio. Una soluzione sarebbe appunto una norma ponte del Governo dove si posticipa l'approvazione dei bilanci per i comuni al voto. Una pista che non è solo una suggestione. 

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