Sindaco di Napoli, de Magistris avverte i suoi: fuori dalla giunta chi non appoggia la Clemente

Martedì 20 Ottobre 2020 di Luigi Roano

Il sindaco Luigi de Magistris da quando ha lanciato Alessandra Clemente a sua successore cioè a candidata sindaca arancione la prossima primavera dal campo di centrosinistra ha ricevuto solo no. E ci sta visto che sono avversari politici. A preoccupare de Magistris invece sono i silenzi di chi dovrebbe sostenere il progetto legato alla Clemente: da Insurgencia al gruppo demA, quasi la stessa casa, alla città che non ha fatto salti di gioia. Grande la freddezza. Del resto se non li ha fatti lo zio della Clemente il senatore Sandro Ruotolo non si capisce perché i salti di gioia avrebbero dovuto farli altri. De Magistris si aspetta in queste ore passaggi politici formali e fondanti sul progetto della Clemente, in una parola uscite pubbliche per dimostrare che i superstiti della mancata rivoluzione arancione siano ancora al suo fianco. Si spiegano così abboccamenti e riunioni con l'ala movimentista che però non stanno dando risultati. Nemmeno sotto la minaccia dell'ex pm di far saltare teste e poltrone in giunta e nelle partecipate. 

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Ieri de Magistris ha sostenuto nella tarda serata una pregiunta a Palazzo San Giacomo dove ciascun assessore ha fatto il report di quello che si sta facendo per cercare di contrastare il Covid e dare la sensazioni ai napoletani che al Comune c'è ancora chi batte un colpo. Ma la sensazione è che tra ieri e stamane si sia consumata anche la resa dei conti che potrebbe portare a pochi mesi dalla fine naturale della sindacatura a un altro ribaltone in giunta. Nella sostanza l'ex pm è pronto - se non arrivassero a strettissimo giro - segnali positivi verso la Clemente - a riconfigurare la giunta, nella sostanza fare fuori tutti quelli che si rifanno ai movimenti a iniziare da Eleonora De Majo assessore alla Cultura. Insomma una vera e propria resa dei conti che de Magistris sarebbe pronto a fare, con il doppio obiettivo di dare maggiore forza alla Clemente. E - allo stesso tempo - cercare di cooptare in Consiglio comunale qualche eletto del popolo che gli possa votare il bilancio pescando tra chi non ha mai amato i ragazzi di Insurgencia. Questo il progetto segreto di de Magistris per tenere a galla la Clemente come candidata almeno fino a quando non verrà invitato a un tavolo di centrosinistra sulle candidature per le amministrative del 2021. 

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Perché il destino della Clemente resta segnato nel senso che una volta convocato un tavolo con lui dentro de Magistris si siederà e tratterà per restare aggrappato alla politica e alla città a quel punto con in campo personalità come i ministri Enzo Amendola e Gaetano Manfredi, oppure il presidente della Camera Roberto Fico e il ministro dell'Ambiente Costa per non parlare di Antonio Bassolino non avrebbe nessuna possibilità di imporre la Clemente. Ma l'assessora ai giovani sarebbe il grimaldello per ottenere altro magari posti nella futura giunta, seggi al Parlamento quando si andrà al voto. Del resto solo così potrebbe tenere fede alla promessa di provare la scalata addirittura a Palazzo Chigi. DeMa non si è mai confrontati in nessuna competizione elettorale fatta eccezione per le amministrative e su questo punta de Magistris per sedersi a un tavolo di concertazione con l'alleanza di governo.

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