Sindaco di Napoli, Bonavitacola sonda D'Angelo e Manfredi si sfila: «Faccio il ministro»

Sabato 3 Ottobre 2020 di Luigi Roano

Maggio è dietro l'angolo, sette mesi e poi si vota anche per il Comune. E le grandi manovre - soprattutto nel centrosinistra allargato ai grillini - sono iniziate da un pezzo. In campo ci sono già almeno una decina di candidature, ma come ampiamente previsto dopo la vittoria bis alle regionali la lunga mano del governatore Vincenzo De Luca si sta estendendo su Napoli. Sta muovendo pedine, promuovendo incontri, fissa paletti. Certo, non in prima persona perché con il Covid che incombe ha molto da fare all'ente di Santa Lucia e sarebbe sconveniente anche sotto il profilo dell'immagine. A muoversi ci sono quei due o tre fedelissimi dell'ex sindaco di Salerno che quando parlano è come se lo facesse lui. Dunque, per chi avesse ancora qualche dubbio, non è il Pd a sondare e a mettere in campo iniziative ma lui, il governatore che - di quando in quando - coinvolge i dem che si cullano ancora il loro striminzito 16% in città. Anzi, qualche nome che hanno fatto trapelare quale candidato sindaco, come quello del ministro per l'Università Gaetano Manfredi, a domanda precisa dissimula e getta secchiate d'acqua fredda sulla nomination. «Io sindaco? Sto facendo il ministro e mi accontento di questo». Si tratta di strategia?
 

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È di strettissima attualità - invece - il contatto tra il vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola e Sergio D'Angelo. Il re delle cooperative rosse, capo indiscusso della Gesco, commissario di Abc Acqua pubblica ed ex assessore comunale che con Luigi de Magistris, il sindaco, ha politicamente tagliato i fili di ogni legame. Una chiacchiera, quella tra Bonavitacola e D'Angelo, sulla scorta della mai nascosta volontà da parte di D'Angelo di competere per Palazzo San Giacomo. Il vicepresidente si è informato e ha voluto capire se davvero D'Angelo sta tentando la scalata. La sostanza è che il commissario di Abc non disdegna, e per usare una metafora molto cara ai calciofili napoletani, sarebbe disposto a rinunciare al suo progetto di candidarsi solo se in campo scendesse un Maradona. A quel punto parteciperebbe volentieri alla ricostruzione di un centrosinistra che sia davvero tale, a patto che dentro non ci finiscano pezzi di centrodestra come avvenuto alla Regione. Stando a quello che si sente riguardo a questi sondaggi, De Luca avrebbe intenzione di incontrare personalmente D'Angelo. L'uomo delle cooperative lunedì ha invece incontrato de Magistris e qui il ragionamento è stato molto teso. Anche perché l'ex pm gli ha chiesto - sostanzialmente - di non schierarsi perché ha la sua candidata che è Alessandra Clemente. D'Angelo non si è impressionato, anzi, così come a Bonavitacola non ha nascosto che un suo progetto c'è e all'ex pm ha fatto presente che non esistono candidature dall'alto che si possono autoaccreditare e che governare Napoli, da maggio in poi - dopo il disastro arancione - significa essere in sinergia con la Regione e il governo. Un modo elegante per comunicare al sindaco che politicamente le distanze tra di loro sono cresciute a dismisura. E che Napoli è isolatissima. Non inganni la patata bollente di Abc che D'Angelo si è preso in carico. Quella dell'acqua pubblica è una sua battaglia politica. Quel ruolo lo lascerà appena dal Consiglio comunale arriverà il via libera per quattro bilanci di Abc. Non sono da escludersi colpi di scena perché raddrizzare i conti dell'azienda per l'acqua pubblica è stato faticoso, ma se dal Consiglio non arrivano segnali, perché de Magistris è senza maggioranza, D'Angelo potrebbe salutare a stretto giro. Insomma, il mercato dei candidati sindaco è in attesa delle mosse di De Luca. Il cui sogno è avere una competizione con grillini e arancioni da un lato e lui dall'altra per battere l'ex pm sul suo terreno.

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