Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Candidatura a sindaco di Napoli, Fico apre: «Più poteri ai Comuni»

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Luigi Roano
Candidatura a sindaco di Napoli, Fico apre: «Più poteri ai Comuni»

Sull'asse Napoli-Roma si decideranno i destini non solo delle due città, ma anche del Governo che sui candidati sindaci scommette per dare fiato a un'alleanza - quella con il M5S - che inizia a diventare asfittica anche perché Iv si è messa di traverso. Il riequilibrio nella squadra di ministri guidata dal premier Conte passa, nella sostanza, per la giusta quadratura del cerchio, cioè su chi deve concorrere per la conquista del Campidoglio e di Palazzo San Giacomo. Il Pd vuole Roma e spinge perché la Raggi si faccia da parte; i grillini vogliono Napoli, ultima roccaforte elettorale, e puntano su Roberto Fico. Lo schema è questo e serve per liberare la poltronissima di presidente della Camera a qualche ministro che potrebbe scendere in campo nella Capitale. La situazione è calda e fluida e lo dimostra il fatto che i big del M5S su Fico non fanno più melina ma parlano in maniera chiara.

Come il ministro Vincenzo Spadafora che ad Agorà - a domanda precisa su Fico candidato a Napoli - così ha risposto: «Fico sarebbe un ottimo candidato per Napoli, in questo momento però è la terza carica dello Stato e per adesso penso voglia continuare a farlo». Insomma, più di una porta quella aperta da Spadafora con quel «per adesso». Lo stesso ministro a un certo punto potrebbe diventare a sua volta una opzione per Napoli. Più o meno nelle stesse ore in cui parlava il ministro, sul quotidiano Avvenire, è stata pubblicata una intervista al presidente della Camera dove Fico parla del suo futuro.

E Napoli sembra essere un traguardo più che una semplice idea. «Non si può parlare di nomi - dice Fico - senza aver parlato prima del ruolo dei Comuni. Troppe risorse sono state sottratte, troppi limiti, anche sulle assunzioni, sono stati inflitti con i patti di stabilità, troppi vincoli sono stati imposti alla capacità di progettazione». Insomma, Fico sta trattando con il suo Governo le condizioni per candidarsi. E ottenere una legge speciale per i Comuni in difficoltà e quello di Napoli ha sul groppone un debito di 2,7 miliardi. Questa l'eredità del primo cittadino Luigi de Magistris, che con Fico è in ottimi rapporti. Il presidente della Camera fa riferimento al Recovery Fund per quello che riguarda la questione dei finanziamenti come fonte da a cui attingere: «Sicuramente - conclude - la programmazione in atto deve occuparsi anche di rilanciare il ruolo dei Comuni. Ma trovo inutile parlare di nomi prima di aver chiarito il ruolo che questi fondamentali enti di prossimità debbono poter esercitare».


IL PATTO
Fico - per dirla tutta - è innamorato della sua città e non vede l'ora di tuffarsi in una campagna elettorale per indossare la fascia tricolore. Però il passo che deve fare è molto importante anche per la sua prospettiva personale. E andare al Comune senza avere la possibilità di dare una sterzata sotto il profilo dell'amministrazione sarebbe inutile e deleterio per il suo futuro politico. La partita di Fico è questa: ottenere dal Governo una legge speciale per Napoli - pienamente appoggiato dal Pd napoletano con il segretario Marco Sarracino - e per i comuni. Un progetto che stava nel programma elettorale dei grillini già tre anni fa di cui però si è persa traccia. E che potrebbe tornare di moda. Ma non basta per sciogliere il nodo della sua discesa in campo. Il suo destino è legato a doppio filo con quello della Capitale e della Raggi. La sindaca - che tra i pentastellati ha perso molto del suo appeal - dopo l'assoluzione di una decina di giorni fa è diventata inattaccabile e convincerla al passo indietro rispetto al diritto a correre per il secondo mandato è difficile. Se si sblocca Roma Fico correrà per Napoli e un ministro o big del Pd per Roma. Altrimenti il banco salta. Al netto di tutto questo c'è da capire anche cosa farà Italia Viva che con Renzi minaccia la crisi, ma che sui territori è in tutte le alleanze. In Campania, per esempio, ha contribuito in maniera importante alla vittoria del governatore Vincenzo De Luca. In caso di crisi come si comporterà?

Ultimo aggiornamento: 18:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA