Sindaco di Napoli, niente primarie: «Nel Pd già troppi errori»

Martedì 15 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

«Non possiamo permetterci di sbagliare questa volta. E visto che è già accaduto è meglio archiviarle», spiega il segretario napoletano del Pd Marco Sarracino che ieri seppellisce, e definitivamente, le primarie per la scelta del candidato sindaco. E dal giorno dopo le elezioni regionali si lavorerà per la sfida di palazzo San Giacomo. Come? Saranno i partiti a decidere.

I PRECEDENTI
Sarebbe pure inutile ricordare i casi del passato. Quelle del 2011 segnano l'inizio della fine del Pd: finiscono nella bufera con accuse incrociate di brogli tra Cozzolino, Oddati, Ranieri e Mancuso e Bersani commissaria il partito. Alla fine si sceglierà il prefetto Mario Morcone che non arriverà nemmeno al ballottaggio. E così 5 anni dopo quando le primarie tra Antonio Bassolino e Valeria Valente pure finiscono tra i veleni e la seconda non va oltre il primo turno. Da qui la decisione di non cadere nei vecchi errori.

IL SEGRETARIO
«L'alleanza Pd-M5s, in coalizione nei Comuni di Giugliano in Campania, Pomigliano e Caivano dove si vota è uno schema su cui si può lavorare anche in vista delle elezioni amministrative a Napoli», spiega il segretario democrat Marco Sarracino, intervistato dall'agenzia Dire. E d'altronde a guardare le elezioni di domenica, che siano regionali o amministrative, sono in campo candidati di centrosinistra quasi mai scelti con le primarie. In Campania e nel resto del Paese. «Abbiamo lavorato molto per costruire alleanze larghe e anti-sovraniste che riuscissero a combattere la destra nel solco dell'alleanza di governo. Sono contento che su sei comuni che a livello nazionale vedono alleati Pd ed M5s ben 3 siano in provincia di Napoli. Mi sembra - continua - un risultato politicamente già importante».

IL CAPOLUOGO
«Non bisogna commettere gli errori del passato. Proveremo a non fare le primarie puntando a una candidatura che possa essere espressione di una alleanza larga e di una rinnovata sintonia con Napoli. Ma passi il metodo delle primarie, abbiamo dimostrato - insiste - di non saperle fare. Nella tornata elettorale di domenica e lunedì non si sono svolte le primarie in un nessun comune al voto. Penso che un partito debba saper anche scegliere all'interno dei propri gruppi dirigenti e penso che questa sia una occasione importante. È il salto di qualità che vogliamo fare».

IL METODO
«Il Pd, in vista delle amministrative a Napoli, convocherà gli stati generali della città e lo faremo subito dopo le regionali. Gli Stati generali sono il luogo per continuare il lavoro fatto nella conferenza programmatica dei mesi scorsi. In quell'appuntamento incontreremo - aggiunge Sarracino - la città ma anche le forze politiche che intendono costruire una alleanza larga con il Pd. Oggi c'è un clima nuovo, non solo perché stiamo puntando ad essere la prima forza della città e della Regione, ma anche perché esperienze esterne al Pd oggi ci guardano con empatia e interesse ipotizzando di costruire un percorso nuovo con noi».

Una squadra larga, si intuisce, che «parte dall'alleanza che in questo momento governa il Paese» ma non troppo larga «come quella delle regionali», chiarisce pure Sarracino. Anche se De Luca, che si avvia verso la rielezione a Santa Lucia, non sarà un mero spettatore nella scelta del nome. E l'ha dimostrato già l'altro giorno con uno scatto in avanti: la presentazione di 11 progetti per Napoli. In veste di governatore, ovviamente, ma anche per far capire che anche lui dovrà sedersi al tavolo dove si sceglierà il nome del candidato di centrosinistra.

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