Tasse, è stangata sull'Anm Napoli: bloccate 258 liquidazioni

Venerdì 15 Marzo 2019 di Pierluigi Frattasi
Stangata sul piano di salvataggio dell'Anm. L'Agenzia delle Entrate chiede «35 milioni di euro di imposte arretrate, 9 in più di quanto certificato da Anm». Numeri che emergono dalla relazione del Tribunale Fallimentare. A rischio anche la transazione fiscale con l'erario da 25 milioni di euro alla base del piano. Dei 16 milioni di rimborsi Iva rivendicati da NapoliHolding, 10 milioni non sono stati riconosciuti mentre per altri 6 è in ancora in corso l'istruttoria. Ed è corsa contro il tempo, perché il 28 marzo è convocata l'assemblea dei creditori per votare il piano e per quella data si dovrà avere certezza dei conti. Ma non finisce qui. Su un altro fronte, infatti, l'Erario contesta a NapoliHolding (NH), società controllante Anm, arretrati per altri 17,6 milioni di euro.
 
Getta acqua sul fuoco il manager della NapoliHolding Amedeo Manzo: «I commissari - spiega - segnalano che se si verificano certe condizioni, le percentuali possono cambiare, ma confermano l'ammissibilità del concordato. In questi giorni faremo tutte le attività tecniche per chiarire che le poste contestate sono legittime. Siamo certi che tutto andrà a buon fine. Andiamo cauti sulle percentuali, tra il 60 e il 13% c'è un oceano. Sono convinto che confermeremo le migliori prospettive. Abbiamo fatto un gran lavoro, chiuderemo il 2018 inutile». Intanto, Anm è pronta a fare ricorso in commissione Tributaria sulle sanzioni aggiuntive.

A preoccupare di più sono le nuove sanzioni chieste dall'Erario. «Il maggior peso delle sanzioni proseguono - sebbene in via potenziale, inciderebbe significativamente sulle percentuali di soddisfo promesse; nondimeno, il congelamento del credito che NH ritiene di vantare nei confronti dell'Erario, in assenza di rapida definizione con l'Agenzia, provocherebbe, a cascata, l'obbligo di adempimento dei debiti della controllante verso Anm con mezzi monetari».

Due le criticità, secondo il Tribunale. Primo, i 9 milioni di sanzioni aggiuntive, ricalcolate dall'Erario per il «mancato rispetto dei precedenti piani di rateazione». Per Anm, però, «i piani di rateazione sarebbero stati rispettati sino alla presentazione della domanda; dopodiché è scattato il divieto di pagamento dei debiti pregressi». Secondo, le difficoltà sulla transazione fiscale. Anche in questo caso, per Anm rilievi «infondati».

Intanto, esplode il caso dei 258 pensionati usciti nel 2018, di cui circa 180 naturali. Dall'incontro del 4 marzo è emerso che il pagamento dei Tfr, pari a circa 9 milioni di euro, potrebbe slittare tra la fine del 2020 e il 2021. Da qui, l'ira degli ex dipendenti. «Dopo tanti anni di servizio commenta Nino Simeone, presidente commissione Trasporti - non si possono abbandonare i lavoratori. Si tengano in considerazione le legittime richieste degli ex dipendenti che hanno versato i contributi e hanno diritto al Tfr». © RIPRODUZIONE RISERVATA