Teatro San Carlo di Napoli, il ministero sconfessa De Luca: «Nomine legittime»

Sabato 29 Gennaio 2022
Teatro San Carlo di Napoli, il ministero sconfessa De Luca: «Nomine legittime»

È firmata da Antonio Parente - il capo degli ispettori del Mibac - la risposta alla Regione che ha scatenato la guerra del San Carlo sulla nomina di Emmanuela Spedaliere a direttore generale fatta dal sovrintendente Stèphan Lissner. Ed è una sconfessione totale - la terza di fila - di tutte le accuse di illegittimità della nomina mosse dall'ente di Santa Lucia. Prima con il suo esponente in Consiglio di indirizzo del Massimo napoletano Maurizio Borgo, che ha vergato la denuncia spedita al Mibac che è l'ente vigilante sul San Carlo. Poi al presidente Vincenzo De Luca che dal palcoscenico di fb ha lanciato una serie di invettive e accuse verso Lissner e la Spedaliere irripetibili riguardo alle modalità di gestione artistica e sotto il profilo delle spese. Per il ministero la nomina fatta da Lissner è più che legittima perché non c'è stata modifica dell'organigramma in quanto la Spedaliere è dipendente con contratto a tempo indeterminato del San Carlo da oltre 20 anni e già era direttore del marketing del Teatro. Trattasi solo «di una mera promozione» e poiché la Spedaliere decade da quella funzione con la decadenza del sovrintendente non c'è alcuna modifica di organigramma. In più la promozione a direttore generale della Spedaliere rientra nei poteri di Lissner che può avvalersi di collaboratori «di sua nomina». E ancora: «L'attribuzione di nuove funzioni a un dirigente già in servizio rientra nell'ambito dell'autonomia gestionale del sovrintendente che ha stabilito alcune modifiche agli uffici all'interno del Teatro, modifiche regolarmente comunicate al Consiglio di indirizzo e alle organizzazioni sindacali il 14 marzo del 2020, anche se le modifiche rientrano pacificamente nei poteri statutari del sovrintendente e non dovrebbero essere sottoposte alla approvazione degli altri organi». Una sottolineatura del Mibac che va dritta al cuore delle accuse poste da De Luca cioè non aver reso partecipe il Consiglio della nomina della Spedaliere. Invece il Mibac cita la data di una mail inviata a tutto il Consiglio e poi una comunicazione al riguardo dello stesso sindaco - che è il presidente del Consiglio di indirizzo - che all'epoca dei fatti era Luigi de Magistris. Ma torniamo alla mail: cosa c'è scritto? Cosa ha comunicato Lissner? Intanto l'ha inviata a tutti i componenti del Consiglio con questo incipit: «Ho avuto modo di riconoscere competenze e professionalità di grande valore è su tali considerazioni che oggi presento a voi la mia squadra futura composta prevalentemente di risorse interne alla Fondazione. Ho pensato di affidare la direzione generale a Emmanuela Spedaliere che continuerà ad avere anche l'intera delega al marketing». La risposta del Mibac - sei paginette molto serrate - vale la pena raccontarla anche dalla fine, dalle ultime dieci righe che fanno riferimento alla denuncia fatta dalla Regione alla Corte dei Conti e anticipata da De Luca su fb su presunti maxistipendi incassati dalla Spedaliere e da Lissner. «Si richiama, infine, per quanto occorra, l'orientamento della Corte dei Conti - sentenza 526 del 2018 Sezione seconda giurisdizionale centrale della Corte dei Conti - secondo cui la nozione di organismo di diritto pubblico riconosciuto alla fondazione lirica, richiamata dalla sentenza della Corte Costituzionale nella 153 del 2011, rileva solo in ambito di appalti pubblici e non ai fini della giurisdizione della Corte dei Conti». Più semplicemente come la Corte dei Conti non ha giurisdizione sulle promozioni e sugli stipendi del San Carlo come delle fondazioni liriche ma solo sugli appalti che esse fanno. Uno scivolone - quello di Borgo - grande quanto la precisazione fatta dal capo degli ispettori del Mibac su chi e come può intervenire negli affari delle fondazioni liriche.

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Come si comporterà adesso la Regione? Quale sarà la mossa di De Luca? Al momento le cose stanno così. Il governatore ha già tagliato 3,8 milioni al San Carlo ma ha minacciato - se non ci fossero provvedimenti che arretrassero la Spedaliere al suo ruolo originario e punissero in qualche modo Lissner - di uscire dalla Fondazione, una mossa che toglierebbe al Massimo napoletano altri 7 milioni la quota che versa la Regione come socio fondatore come lo è il Comune, la Città metropolitana e lo stesso Mibac. Il sindaco Gaetano Manfredi sta tentando una mediazione ma ha messo il teatro in sicurezza con tre mosse: aumento del contributo della ex Provincia a due milioni, ingresso come socio della Camera di Commercio e accordi triennali con sponsor solidi come i gruppi assicurativi e le banche. 

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