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Termovalorizzatore di Acerra, la rivolta dei candidati: «No alla quarta linea»

Sabato 28 Maggio 2022 di Pino Neri
Termovalorizzatore di Acerra, la rivolta dei candidati: «No alla quarta linea»

Ad Acerra ha fatto irruzione come un rinoceronte in un salotto l'annuncio del governatore De Luca di voler ampliare il termovalorizzatore con una quarta linea d'incenerimento dei rifiuti. Giunto nel pieno della campagna elettorale per le comunali del 12 giugno, il messaggio del presidente della Regione ha indispettito tutti da queste parti, compresi candidati, partiti e liste civiche in lizza. Unanime il no all'ampliamento.

Contro De Luca utilizza toni esclamativi il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, pur da tempo fedelissimo del governatore. La figlia del primo cittadino uscente, la ventenne Vittoria, nel 2020 è stata eletta in consiglio regionale proprio nella lista «De Luca presidente»: oltre 11mila i voti ottenuti, 8mila nella sola Acerra. Ma ora tra Lettieri e il governatore il rapporto è teso. «Con noi non ci sarà nessuna quarta linea, mai! esclama il sindaco - continueremo ad opporci in tutte le sedi e lo ribadiamo ancora una volta, nessuna quarta linea. Noi siamo per la dismissione dell'impianto. Si facciano da qualche altra parte. Acerra già ha pagato un prezzo altissimo per incenerire i rifiuti di tutta la Campania». Lettieri non è candidato a sindaco, è al termine del suo secondo mandato. Ma è in corsa per il consiglio comunale in appoggio al suo ex vice nella prima consiliatura, il medico Tito D'Errico, adesso candidato primo cittadino. Anche D'Errico va giù deciso contro l'ampliamento. «Da sindaco della città non accetterò mai una quarta linea del termovalorizzatore dice -. Il presidente De Luca propone una soluzione non adeguata per Acerra. Piuttosto occorre rivedere l'intero ciclo dei rifiuti in Campania, potenziando la differenziata proprio sul modello virtuoso di Acerra, che è arrivata a punte del 70 per cento». 

Articolato il no dell'altro candidato a sindaco, Andrea Piatto, per otto anni alleato di Lettieri, con il quale è poi entrato in conflitto. Piatto, sostenuto da Pd, M5S e undici civiche, è il presidente uscente del consiglio comunale. Da alcuni giorni si è autosospeso dalla carica «per garantire equidistanza dalle elezioni». «Ora però annuncia devo tornare alla mia funzione di presidente. Bisogna subito sospendere la campagna elettorale: voglio convocare il consiglio comunale su questa questione cruciale per la nostra città. Mi sembra di essere tornato al 2004 ricorda Piatto - quando chiesero alla comunità acerrana di dover sobbarcare sulle proprie spalle il peso del ciclo dei rifiuti in Campania agitando lo spauracchio dell'emergenza. Dal consiglio comunale aggiunge il candidato del centrosinistra ci attendiamo che esprimano un chiaro no tutti i candidati, compresi quelli delle liste di Calenda, storico sponsor dell'impianto, e quanti hanno aderenze con l'A2A. La nostra risposta è ferma ed è nel programma: l'inceneritore deve andare verso la dismissione. La loro si vedrà ma non è più rinviabile: è il momento che si conoscano ufficialmente le posizioni di tutti».

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Duro anche il centrodestra. «De Luca - commenta Vincenzo Crimaldi, candidato sindaco di Fratelli d'Italia e civiche - deve smetterla di considerare Acerra la pattumiera di Napoli e dell'intera provincia. Il peccato originale di Acerra è il termovalorizzatore: da qui nascono tutti i problemi di questi anni. Non ci sono impianti di trattamento intermedi per i rifiuti, il capoluogo fa raccolta differenziata solo in teoria, non c'è traccia di una politica ambientale. Chi paga questi errori? Acerra. È ora di dire basta a questo scempio e di riqualificare il territorio. Acerra non può essere la discarica autorizzata di Napoli».

«La soluzione non è la quarta linea - conclude Mariateresa Imparato, Legambiente Campania - ma la raccolta differenziata e gli impianti di riciclo, a partire dai digestori anaerobici». 

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