Test sierologici, il pressing dei privati: «Settecento laboratori pronti a partire»

Mercoledì 29 Aprile 2020 di Gigi Di Fiore

Autorizzateci almeno sui test sierologici, per accertare la presenza di anticorpi negli asintomatici e capire se sono venuti in contatto con il coronavirus: la Federlab, l'associazione che raggruppa i laboratori di analisi privati con 700 associati solo in Campania, è pronta ad affiancarsi ai laboratori pubblici autorizzati dalle Regioni. Il presidente nazionale della Federlab, Gennaro Lamberti, spiega come stanno le cose: «Se un libero cittadino, o un'azienda per i suoi dipendenti, vogliono fare il test sierologico nei laboratori privati per la ricerca degli anticorpi per il coronavirus trova situazioni diverse tra Regione e Regione. In alcune può farlo, in altre no».

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C'è da perdere la testa tra tampone, kit rapido e test sierologico. Facile fare confusione, tra questi tre tipi di analisi. È diversa la modalità, con singole regole stabilite dal ministero della Salute, come non omogenei sono gli autorizzati a eseguire le analisi. Spiega Antonio Postiglione, direttore del settore Tutela della salute della Regione Campania, componente della task force sull'emergenza coronavirus: «La gente non distingue tra le tre forme di screening. In maniera semplicistica, va spiegato che il tampone, che viene eseguito di preferenza sui pazienti sintomatici, accerta il contagio, il test sierologico invece documenta se si è stati in contatto con il virus sviluppando anticorpi e il kit rapido è una forma di verifica di contagio immediata con attendibilità non al cento per cento, simile ai test di gravidanza in vendita in farmacia. Le regole sono differenti».
 


La Federlab chiede che i laboratori privati siano legittimati a fare almeno i test sierologici, eseguiti in gran parte da strutture ospedaliere e laboratori pubblici, riconosciuti dal ministero. Dice il presidente nazionale di Federlab, Lamberti: «Alcune Regioni, come il Lazio, hanno liberalizzato i test sierologici che si eseguono in base a un piano nazionale. In Campania abbiamo inviato una lettera al presidente De Luca per dire che siamo pronti a farli. Non abbiamo avuto risposta, ma dal 4 maggio li eseguiremo avendo tutte le tecnologie necessarie».

I test sierologici, che molte aziende sollecitano per verificare se i dipendenti sono entrati in contatto con il virus sviluppando anticorpi, sono partiti in Italia su un campione di 150mila persone. In Campania le persone individuate sono 15mila. Su di loro, asintomatici individuati con criteri legati al contatto avuto con contagiati, il ministero sta tastando le modalità migliori per allargare poi questo tipo di test. Per ora, in Campania anche i test sierologici sono eseguiti da strutture pubbliche, che hanno già il loro gran da fare sui tamponi indispensabili ad accertare il contagio da coronavirus. In Campania, le strutture pubbliche autorizzate a eseguire i tamponi sono in tutto 14, partendo dall'ospedale Cotugno. La media è di tremila tamponi al giorno, affidati a medici e infermieri, seguendo rigorosi protocolli ministeriali. Anche per i tamponi, i laboratori privati si dichiarano pronti. In Campania, 5 giorni fa è stato reso pubblico l'elenco dei 25 laboratori dichiarati tecnicamente idonei dalla Soresa, l'ente appaltante della sanità campana.

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La manifestazione di interesse, sollecitata dalla Soresa per estendere ai privati la possibilità di fare i tamponi, ha quindi un elenco di 25 laboratori, pronti a eseguire almeno 200 analisi al giorno. Altri dieci sono stati invece dichiarati non idonei. I requisiti tecnico-sanitari sono quelli indicati dal ministero della Salute. Ma anche se sono stati individuati gli idonei, in Campania non c'è ancora il via libera ai laboratori privati. Situazione uguale per i test sierologici. Dice il presidente Lamberti: «Le aziende hanno necessità di capire se riammettere al lavoro un dipendente, se è protetto o meno da una seconda infezione». Il problema, però, è con la sperimentazione nazionale in corso non sono stati ancora stabiliti i criteri più attendibili per i test sierologici, da eseguire con prelievi di sangue. In diverse Regioni, sono sempre i laboratori pubblici a eseguire i test sierologici. Cosa diversa sono i kit rapidi, su cui dice il direttore Postiglione: «Hanno un'attendibilità limitata, in teoria sono reperibili ovunque e può farlo anche il paziente da solo. Si punge il dito, come per l'esame della glicemia. Serve solo a tastare il decorso del dopo contagio, ma può essere smentito dal tampone. La presenza del virus e degli anticorpi potranno verificarla i test sierologici, ma aspettiamo indicazioni del ministero per aprire ai privati».

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