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Unione industriali di Napoli, mossa a sorpresa di Gesac: il dietrofront a 24 ore dallo strappo

Giovedì 24 Febbraio 2022 di Luigi Roano
Unione industriali di Napoli, mossa a sorpresa di Gesac: il dietrofront a 24 ore dallo strappo

Colpo di scena: la Gesac rientra - a distanza di appena 24 ore - nell'Unione industriale di Napoli. Il passo indietro arriva con una lettera di revoca della recessione firmata dall'amministratore delegato di Gesac Roberto Barbieri. Perché Gesac era uscita? «La scelta di Gesac - ha precisato ieri il manager - di uscire dall'Unione Industriali di Napoli è frutto di una valutazione di merito sulla vita associativa, fatta autonomamente dall'Azienda. L'azionista di maggioranza F2i è completamente estraneo a questa decisione». E in effetti anche nella lettera di revoca della recessione, arrivata ieri pomeriggio, le critiche che ne avevano motivato l'uscita - «un eccessivo clima di tensione nella vita associativa» - restano ma poi sono mitigate da un finale dove si lancia un ramoscello d'ulivo in un futuro che dovrebbe aprirsi tra pochi mesi. Quando si voterà per il rinnovo delle cariche direttive dell'Unione napoletana e il candidato unico - a oggi - è Costanzo Jannotti Pecci. Non l'unica lettera tra le parti perché Maurizio Manfellotto - il presidente di Confindustria napoletana in carica - ne ha scritta una a Barbieri muovendo a sua volte critiche decise, segno dei rapporti tesi: «Devo, con rammarico, rimarcare che dalla data della sua nomina quale ad di Gesac Spa, non ha ritenuto di partecipare alle molteplici attività associative. In particolare, ho rilevato che, anche nei periodi precedenti la mia presidenza, Ella, nominato il 19 giugno 2019, nell'intero biennio di mandato, non ha mai partecipato a nessuna delle ben dodici riunioni del predetto organo collegiale». I toni delle lettere, le parole usate raccontano di come il clima a Palazzo Partanna sia carico di tensioni, cosa che non piace a Gesac e ad altri.

Ma tra l'aeroporto di Napoli e Confindustria Roma i rapporti restano buoni. Infatti la decisione di recedere dalla rescissione arriva dopo un dialogo definito costruttivo e concreto con viale dell'Astronomia che ha fatto notare come l'iscrizione di Gesac a Napoli - che resta associata anche all'Unione di Salerno - sia frutto di una necessità in punta di regolamento, quello di Confindustria nazionale per cui Gesac non poteva di fatto recedere.

Cosa significa? Che l'uscita da Palazzo Partanna metteva a rischio l'intero assetto interno di Gesac e non solo. Infatti il presidente di Gesac Carlo Borgomeo, in virtù del suo incarico a Napoli, a giugno dell'anno scorso è stato eletto presidente di Assaeroporti, l'Associazione confindustriale che rappresenta gli aeroporti italiani. Il regolamento di Confindustria nazionale richiede un requisito per rivestire quella carica: che il presidente di Assaeroporti deve essere iscritto all'Unione dove ha sede legale l'aeroporto di cui è presidente, vale a dire Capodichino cioè Napoli. Nella sostanza, la mossa di Gesac di recedere a Napoli e iscriversi a Salerno non è sufficiente per mantenere l'incarico. Conta la città non la regione dove è collocato l'aeroporto che si presiede.

A questo punto Barbieri invia la revoca dalla recessione dall'Unione di Napoli a Manfellotto. Che l'accetta e la protocolla e chiude formalmente la questione. Restano però sul tavolo le tensioni e le incomprensioni. Le critiche sulla mancata partecipazione della vita associativa fatte da Manfellotto a Barbieri restano. Dalla Gesac al riguardo trapela che quelle riunioni sono state ritenute inutili in un momento di grande lavoro per lo sviluppo dello scalo. Dall'Unione non sono poche le perplessità al riguardo. Come si fa - è il ragionamento a Palazzo Partanna - a valutare la vita associativa se non vi si partecipa? E nella lettera di Manfellotto a Barbieri questo concetto è esplicitato: «Le evidenzio - scrive Manfellotto - che Ella, unitamente al suo management, non ha inteso dare alcun contributo o partecipazione alla vita delle Sezioni neanche su tematiche di rilievo strategico per l'intero territorio quali le opportunità offerte dal Pnrr». Non si può non notare però che alla fine Barbieri della lettera del passo indietro lancia il ramoscello d'ulivo auspicando che in futuro queste divergenze si possano appianare nell'ambito di una dialettica interna. Il riferimento è al nuovo presidente che l'Unione eleggerà a luglio e che con ogni probabilità sarà Jannotti Pecci. Al quale toccherà - laddove è possibile - il ruolo di colomba per ricucire gli strappi interni a Palazzo Partanna. 

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