Universiadi, l'appell della Vezzali:
«Ora tutto Napoli si mobiliti»

Venerdì 15 Marzo 2019 di Gianluca Agata

Signora della scherma italiana con nove medaglie olimpiche di cui sei d'oro, una d'argento e una di bronzo. Signora delle Universiadi con quattro partecipazioni e quattro ori conquistati. Valentina Vezzali di Giochi Universitari se ne intende, eccome.

Qual è il suo rapporto con le Universiadi?
«Ho partecipato a quattro edizioni, da Fukuoka 1995 a Pechino 2001 passando da quella che si svolse in Sicilia nel 1997 e poi quella di Palma de Maiorca nel 1999. I ricordi non sono solo legati alle medaglie d'oro che ho conquistato a livello individuale in tutte e quattro le edizioni, ma anche all'ambiente, al clima ed allo spirito di squadra che si respira in competizioni come queste. Affronti l'Universiade quando sei giovane e soprattutto hai un carico emozionale legato alla gara assolutamente diverso rispetto a quello di una Olimpiade».

Che rapporto ha con Napoli?
«Mi legano tanti ricordi ed anche tanti amici. La scherma poi a Napoli ha un forte radicamento: soprattutto la sciabola sembra essere nel DNA di questa città dove ho tanti amici. Mi riferisco a Sandro Cuomo, a Gigi Tarantino, Diego Occhiuzzi, solo per citarne alcuni».

Cosa possono significare per Napoli le Universiadi?
«Una straordinaria occasione da non perdere. Ricordo quando la candidatura di Napoli risultò quella vincente e ricordo l'entusiasmo che si registrò. Era il periodo in cui sognavamo la candidatura olimpica di Roma 2024 e intravedevamo già il filo conduttore all'insegna dello sport per la ripresa del nostro Paese. È rimasta solo l'Universiade di Napoli ed è per questo che deve essere un appuntamento da sfruttare nel migliore dei modi da tutto il Paese.
 
È una edizione ancora poco visibile.
«Probabilmente serve uno sforzo maggiore per fare vivere meglio in Italia l'attesa di questo evento, ma sono certo che quando inizierà, si respirerà un clima diverso che, inevitabilmente, cambierà questa città. Basti solo pensare agli impianti sportivi. La scherma, giusto per citare quella a me più vicina, avrà in eredità ad esempio l'impianto dell'Università di Salerno che potrà utilizzare in seguito per altri eventi».

Ne ha disputate e vinte tante, a quale è rimasta più affezionata?
«Quella vissuta in Sicilia nel 1997 fu un'edizione particolare perché il calore e l'accoglienza siciliana furono incredibili. Ricordo il pubblico alle gare, le feste in piazza, i tanti momenti di incontro con la gente».

Napoli ha bisogno di Volontari per le Universiadi, che appello si può fare?
«Napoli risponderà alla grande. La straordinaria accoglienza sarà l'elemento aggiuntivo di un calore innato. Fare i volontari significa aprire le porte di casa, accogliere gli atleti, i tecnici e le migliaia di persone da tutto il Mondo. Soprattutto, significa essere partecipanti attivi di un evento unico che rimarrà nella storia di questa città».

Che importanza hanno i volontari in una grande manifestazione sportiva?
«Li trovi al villaggio, li trovi sui bus, li trovi negli spogliatoi, li trovi a fondo pedana. Sono dappertutto e rappresentano quel sorriso che a volte ti risolve un problema o più semplicemente ti fa stare bene. I volontari sono l'espressione più autentica dello spirito di un evento e poi, molto spesso, rappresentano il primo punto di contatto con il territorio che ospita la competizione».

Ha un aneddoto?
«Credo che più che un aneddoto io debba delle scuse! Ai tanti volontari che nelle varie competizioni mi hanno assistita nei lunghissimi tempi dei controlli antidoping post-gara. Da tutti però ho ricevuto sorrisi e questo è un dono prezioso!»

Le Universiadi sono anche un momento di Inclusione. Lo sport può essere un grande veicolo di valori è d'accordo?
«Lo sport è la casa dei valori civili: dal rispetto delle regole, a quello degli avversari, alla valorizzazione delle diversità e dell'inclusione. Sono felice di essere testimonial di una iniziativa promossa da Procter & Gamble una multinazionale del largo consumo nei punti vendita Acqua e Sapone fino al 31 marzo a sostegno del movimento degli Special Olympics, una organizzazione che proprio attraverso lo sport aiuta ragazzi con disabilità intellettive a scoprire nuove abilità ed acquisire fiducia in se stessi. Proprio in questi giorni, questi atleti fantastici sono impegnati nei Giochi Mondiali Estivi ad Abu Dhabi, la loro Olimpiade».

Ultimo aggiornamento: 17:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA