Barche e giochi, dopo le Universiadi è allarme per tre milioni di attrezzi

Martedì 16 Luglio 2019 di Gianluca Agata
L'eredità dell'Universiade napoletana non è solo il lascito degli impianti ristrutturati e oltre cinquemila volontari che saranno le basi su cui costruire la dirigenza sportiva del futuro regionale ma anche tre milioni di euro di attrezzatura sportiva. Dal tappeto sul quale Carlotta Ferlito ha vinto l'oro nella ginnastica, alla pedana dove Rebecca Gargano ha conquistato l'oro nella sciabola femminile, fino alle porte della pallanuoto maschile, oppure ai blocchi di partenza dell'atletica leggera. Tutto incredibilmente nuovo, luccicante e appetibile.
 
Un patrimonio sul quale in tanti hanno messo gli occhi addosso, che molti vorrebbero per le proprie palestre, ma che ancora non può entrare nella disponibilità dello sport napoletano. Queste centinaia di attrezzi prenderanno vie differenti a seconda che l'impianto sia dotato di guardiania a oppure no. Che possa essere difeso dallo sciacallaggio oppure tutelato in zone protette. Una operazione gestita da Davide Tizzano che, oltre a essere lo Sport operation manager dell'Universiade, vale a dire il punto di contatto tra l'organizzazione sportiva locale e le federazioni nazionali, è anche direttore esecutivo del contratto, una figura giuridica responsabile di ogni singolo birillo acquistato con soldi pubblici dall'Agenzia Regionale per le Universiadi.

«Il Commissario straordinario - spiega l'olimpionico di canottaggio - sta adottando una regola semplicissima. Il materiale è di proprietà dell'Aru. Per questo deve seguire due regole: non si deve muovere dalla Campania ed è denaro pubblico». Esiste un inventario molto dettagliato fatto un mese fa: «Ogni impianto ha la lista degli attrezzi consegnati. Tutti gli attrezzi sono stati etichettati e fotografati. Sappiamo esattamente cosa sta e dove. Fin quando la Giunta regionale non deciderà come e a chi affidare questo materiale, verrà custodito dove possibile. Allo stadio san Paolo sotto chiave in un magazzino chiuso e allarmato. Dove non c'è questo spazio, Vigiliano e Collana ad esempio, ritirato e collocato in un deposito Aru, un capannone industriale preso in affitto con garanzia di giusta manutenzione per difenderlo dalle intemperie e riconsegnarlo nella maniera ottimale. Fino al 30 settembre verrà vigiliato e entro quella data la Giunta delibererà. È plausibile che sarà affidato alle federazioni nazionali e da queste a caduta alle regionali».

Il materiale collocato in impianti comunali difendibili da guardiania, come ad esempio la Scandone e il PalaVesuvio, non sarà rimosso.

Nel magazzino blindato andranno le nove imbarcazioni, e i nove carrelli stradali dal costo complessivo di 370mila euro. Al San Paolo resteranno i blocchi di partenza dell'atletica dal costo di mille euro, così come i giavellotti che sono costati 800 euro. Un pallone di basket omologato Fiba o uno da calcio omologato Fifa è costato 60 euro; 1200 euro le porte di calcio, 1450 euro le panchine per le squadre di calcio. E ancora 3000 euro la macchina da mischia per il rugby, 2300 euro i pali da rugby, 150 euro le vasche per ghiaccio, 34mila euro la gabbia per i lanci, 10.800 euro il materasso per il salto in alto. Poco più del doppio il materasso per il salto con l'asta.

«Tutti i risultati raggiunti per i quali, oggi, molti ci stanno elogiando, sono frutto di un grande lavoro di squadra ha detto il commissario straordinario dell'Aru Gianluca Basile - Per quanto riguarda i piani di comunicazione, l'immagine, la creatività, abbiamo avuto avvalerci dell'agenzia napoletana Spotzone di Giuliano Iacolare. Il nostro press center è stato composto da ottimi professionisti ben coordinati da Marianna Ferri che ha potuto avvalersi anche dell'esperienza di un giornalista di lungo corso come Marcello Festa». Va ricordato poi che la torcia porta la firma di Martina Crumetti, studentessa del biennio specialistico in design della Comunicazione dell'Accademia delle Belle Arti di Napoli e la a mascotte della pittrice Melania Acanfora. © RIPRODUZIONE RISERVATA