Universiadi, Napoli città assente: al lavoro solo 150 «forzati»

Venerdì 15 Marzo 2019 di Gianluca Agata

Il terzo piano del Teatro Mediterraneo della Mostra d'Oltremare, sede dell'Agenzia Regionale delle Universiadi, si arricchisce ogni giorno di qualche faccia nuova. Distaccati da amministrazioni comunali, dipendenti regionali, consulenti, competition manager, tecnici, una corsa contro il tempo rispetto a una kermesse ancora sconosciuta, visto per quanto riguarda la pubblicità si è all'anno zero.

È come un vascello che fino a poche settimane fa era composto di qualche decina di marinai. Oggi sono più di 150 che, a cento giorni dalle Universiadi, dovrebbero essere più del doppio secondo le indicazioni della Federazione Internazionale Sport Universitari. E tanti ne diventeranno perché dei grandi Giochi, come le Universiadi campane vogliono essere, per funzionare devono avere alla base del personale specializzato su cui contare. La storia delle Universiadi napoletane ha una data di nascita fittizia, 5 febbraio 2016, quando Napoli subentrò alla rinunciataria Brasilia, e una data di nascita reale, 28 luglio 2018 quando in una infuocata cabina di regia romana Regione Campania e Comune di Napoli sotterrarono l'ascia di guerra per decidere di camminare assieme e raccogliere la sfida.
 
«Stiamo lavorando pancia a terra da otto mesi - spiega il commissario Gianluca Basile - con la massima collaborazione da parte di tutti. Da ingegnere posso dire che il cronoprogramma riguardava prima gli impianti e a luglio si era fermi, oggi è tutto partito; poi i servizi, infine la promozione. Siamo in questa ultima fase. Proprio oggi abbiamo chiuso per Broadcasting, servizi bus e trasporti. Ritardi? Certo che ce ne sono ma guardiamo avanti lavorando con uno staff di persone che rema tutta nella stessa direzione. Ci stiamo giocando una partita in cui abbiamo cominciato con un uomo in meno e solo ora stiamo iniziando ad essere competitivi».

L'Universiade Campana ha la sua sede nella Mostra d'oltremare. Tre i blocchi di uffici. Il principale è sul bar della piscina con la rappresentanza e i delegati Fisu, poi la parte tecnica si trova al terzo piano del Teatro Mediterraneo, la parte comunicazione e marketing in un padiglione adiacente viale Kennedy.

L'aspetto pubblico delle Universiadi napoletane se aiuta dal punto di vista economico (270 milioni messi in campo tra Regione e Governo), non aiuta dal punto di vista di snellimento di procedure. Sono almeno 200 le gare d'appalto che sono state messe a bando delle quale 71 soltanto dall'area infrastrutturale dell'ufficio dell'ingegner De Martino. Ogni documentazione è andata all'anticorruzione sia in fase di preparazione che in fase di aggiudicazione. Mail e pec viaggiano senza soluzione di continuità 24h/24h.

«Napoli si farà trovare, come sempre, pronta, come lo è stata per coppa America, Giro d'Italia, coppa Davis e le centinaia e centinaia di eventi ed iniziative che abbiamo organizzato nella nostra città» ha scritto De Magistriis su Facebook dopo un sopralluogo. «Ho visto un ottimo avanzamento dei lavori, con una Scandone davvero bellissima ed un Palabarbuto che sarà molto funzionale».

Ne servono 5.600. La Protezione civile ne metterà a disposizione 2000 «per coprire ventiduemila turni di lavoro - ha fatto sapere il consigliere regionale Carmine De Pascale al termine della riunione del comitato regionale del volontariato di Protezione Civile della Campania del quale è presidente - Il loro impegno per le Universiadi sarà un'occasione unica per contribuire da protagonisti alla sua buona riuscita».

Quella del personale è la prima sfida che la Federazione Internazionale Universitaria dello sport ha prospettato alla Agenzia Regionale per le Universiadi. E proprio per questo la Fisu ha un ufficio in pianta stabile presidiato da Adam Sotiriadis, coordinatore generale Universiadi Napoli 2019, leggenda della pallanuoto ateniese che segue da vicino tutto il lavoro assieme al belga Marc Vandenplas, direttore della Fisu per le Universiadi estive.

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