Università Federico II, il rettore rinvia le elezioni: «Il voto a luglio è impossibile»

Martedì 23 Giugno 2020 di Mariagiovanna Capone

Malumori e tensioni per le elezioni del prossimo rettore dell'Università Federico II. Stati d'animo appesantiti da un comportamento ritenuto «non corretto» del decano Angelo Alvino, come commentano i docenti dell'ateneo, che il 15 giugno ha consegnato le nuove date fissate dal 22 luglio in poi, senza consultare né il rettore Arturo De Vivo né il direttore generale Francesco Bello. Un passaggio ritenuto obbligatorio e necessario, sia per formalità di ateneo che per la situazione ancora delicata post lockdown. In una lettera a docenti e personale tecnico-amministrativo, il rettore ha spazzato via le polemiche, prima di tutto sul suo ruolo che è «a pieni poteri» dalla pubblicazione del decreto legge 22 dell'8 aprile (e non di sola «ordinaria amministrazione» come paventato da alcuni), che sulla proposta del decano poi respinta. Il rettore precisa di aver immediatamente chiesto una relazione al dirigente della Ripartizione prevenzione e protezione Maurizio Pinto affinché valutasse «se e come potessero essere assicurate le condizioni di piena sicurezza» nelle date scelte dal decano, e che tre giorni dopo detta relazione dava parere negativo. Sembra tramontare, quindi, la possibilità di elezioni a luglio e tornano a essere papabili le date del 29 e 30 settembre. Ma il condizionale è d'obbligo visto che il decano stamattina dovrebbe incontrare il dirigente Pinto per avere ulteriori chiarimenti sia sul Documento di valutazione dei rischi che sugli adempimenti eseguiti che hanno imposto il suo diniego alle elezioni a luglio.

La campagna elettorale è iniziata circa un anno fa in maniera informale e le candidature si sarebbero dovute consegnare entro il 6 aprile se l'emergenza Covid-19 non avesse fatto sospendere tutto l'iter burocratico appena quattro giorni prima. Per i due candidati certi, Luigi Califano e Matteo Lorito, si era aperto lo spiraglio di elezioni a luglio, grazie alla legge 41 del 6 giugno scorso. Il decano si è quindi mosso seguendo la legge, un nuovo procedimento per l'elezione del rettore affinché potesse svolgersi a luglio. Richiesta trasmessa al dirigente della Ripartizione prevenzione e protezione che ha valutato che «non si ritiene possano essere assicurate tutte le condizioni di piena sicurezza, in conformità alle misure di prevenzione sanitaria disposte in relazione al contenimento del contagio da Covid-19 secondo quanto previsto dall'articolo 7 comma 2 della legge 41 del 6 giugno». Deluso Califano che avrebbe voluto si votasse a luglio per permettere «alla macchina organizzativa di ateneo di essere pronta a un settembre complesso e pieno di impegni». Lorito si è detto pronto, senza però schierarsi su una data o l'altra. C'è poi una voce che si fa sempre più insistente ossia di un terzo candidato a sorpresa, che potrebbe sparigliare i voti ma soprattutto creare caos sulla eventuale assenza di parzialità di campagna elettorale nel caso si votasse a luglio, perché secondo il decreto del direttore generale l'ateneo non sarà a pieno regime fino al 31 luglio, termine dello stato di emergenza.
 


Anche altri atenei italiani che devono rinnovare il sessennio del rettore 2020/2026 hanno deciso di votare a settembre. Tra questi l'Università La Sapienza di Roma che voterà dal 22 settembre in poi (la prima tornata è di ben quattro giorni) con un corpo elettorale di circa 10mila persone, e l'Università di Genova che voterà il 14 e 15 settembre (prima tornata) e ha un corpo elettorale di circa 2.500, ossia in numero assai simile a quello della Federico II. In Campania voteranno a settembre anche all'Università l'Orientale di Napoli sebbene il corpo elettorale sia sotto le 200 unità. Il decano Lida Viganoni ha fissato per il 23 settembre le elezioni del rettore che sostituirà Elda Morlicchio e vede in corsa per ora solo un candidato, Roberto Tottoli, docente di Islamistica. All'Università Vanvitelli il decano Raffaele Martone ha deciso che si voterà invece dal 21 al 23 luglio, ma qui erano state presentate le candidature prima del lockdown e c'è ancora un unico candidato ovvero Giovanni Francesco Nicoletti, attuale pro rettore dell'uscente Giuseppe Paolisso.

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