Università, dal Nord si sceglie Napoli per la formazione: «Così al Suor Orsola aiutiamo gli studenti»

Martedì 18 Gennaio 2022 di Adolfo Pappalardo
Università, dal Nord si sceglie Napoli per la formazione: «Così al Suor Orsola aiutiamo gli studenti»

«Grazie a un numero non alto di studenti riusciamo a garantire percorsi quasi personalizzati. E così anche dopo la laurea: credo sia questo il segreto del nostro successo», spiega Lucio D'Alessandro, rettore dell'università Suor Orsola Benincasa. L'unico ateneo in campano con la Parthenope, e tra i pochi in Italia, che non ha dovuto assistere al calo di iscrizioni ma anzi vede un aumento. Nonostante la pandemia. «C'è stato un aumento costante negli ultimi anni. E rispetto all'anno scorso c'è - aggiunge - un 10 per cento in più di studenti». In Italia, invece, nel 2021 dai primi dati si assiste a un calo del 3,4 per cento sulle iscrizioni.

Quanti studenti conta il suo ateneo e come spiega questo dato in controtendenza?
«Parliamo di circa 10mila studenti in totale e sono felice che siamo riusciti ad andare controcorrente, rispetto alla narrazione che vuole i ragazzi emigrano solo verso il Nord attratti soprattutto da territori in grado di offrire occasioni di lavoro. Mi riferisco agli stage ed a contatti con le aziende che ormai fanno la differenza. E noi da dieci anni abbiamo messo in piedi un progetto in questa direzione».

Di cosa si tratta?
«Abbiamo investito sempre di più nei nostri uffici di job placement: ne abbiamo uno per dipartimento con referenti specifici per ogni corso di laurea. Grazie ai numeri programmati dei nostri corsi, dai 180 studenti di Economia ai 150 di Giurisprudenza, possiamo garantire un'assistenza personalizzata ad ogni singolo studente dal momento del suo ingresso in ateneo. Aiutandolo prima a scegliere il piano di studi e il percorso di stage più professionalizzante sino al momento del post laurea. Non abbandoniamo chi si laurea da noi ma anzi lo seguiamo se possibile ancor di più proprio nel momento più importante: quello della ricerca del lavoro».

È il segreto del vostro successo?
«Non solo perché siamo un ateneo che si modula in continuazione nell'offerta didattica secondo ciò che chiede il mercato del lavoro. Ad esempio stiamo programmando un percorso formativo sulla green economy e sulla sostenibilità perché serviranno sempre più professionisti per questo settore. Cerchiamo, insomma, come nella migliore tradizione partenopea di costruire abiti su misura che ci consentono di agganciare tutti i mondi professionali. Un modello che ci dà ragione, secondo le statistiche».

Ovvero?
«L'ingresso anticipato e mirato nel mondo del lavoro è il nostro grande punto di forza e anche quest'anno il Suor Orsola sopravanza di oltre dieci punti percentuali la media degli atenei italiani in uno dei dati più significativi: l'efficacia del titolo di studio ad un anno dalla laurea. Un dato che misura la spendibilità nel mercato del lavoro del titolo conseguito e l'utilizzo nel lavoro delle competenze acquisite durante il corso di studio e che vede al 78,1 per cento l'efficacia della nostra laurea, rispetto al 66 per cento del dato nazionale e al 65,9 della Campania. Sono i dati del rapporto Almalaurea 2021 sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati».

Il suo ateneo ha anche una percentuale altissima di soddisfazione dei vostri laureati.
«Sempre il rapporto Almalaurea 2021 certifica come la soddisfazione di chi è esce da qui è altissima: 97,2 per cento, 7 punti in più rispetto alla media nazionale».

Sicuramente pesano i numeri non grandi.
«Sicuramente ma pesa anche lo snellimento della burocrazia' amministrativa e la qualità del nostro corpo docenti dove ai docenti incardinati si affiancano i professionisti di ogni settore e anche i grandi maestri delle principali discipline. Una nostra laureata eccellente 2021, oggi visiting researcher ad Oxford, ha ricordato come tra i suoi docenti a Giurisprudenza abbia avuto maestri del diritto del calibro di tre presidenti emeriti della Corte Costituzionale (Francesco Paolo Casavola, Paolo Grossi e Gustavo Zagrebelsky) e visiting professor provenienti da tutto il mondo. E specie su i master post laurea assistiamo ora ad un'inversione di tendenza: dal Nord si viene qui».
 

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