Vaccino Covid, la Campania è a rischio stop: furia De Luca contro Arcuri

Giovedì 21 Gennaio 2021 di Ettore Mautone
Vaccino Covid, la Campania è a rischio stop: furia De Luca contro Arcuri

Semaforo rosso alle vaccinazioni: la Campania, suo malgrado, è costretta a tirare il freno alla macchina delle immunizzazioni. Scatta lo stop alle prime punture per chi non è stato ancora vaccinato e i centri vaccinali di Asl e ospedali procedono a passo d’uomo. La formula 1 messa in pista dalla Regione deve scalare per mancanza di benzina. I frigoriferi rischiano di restare a secco di fiale. La distribuzione di Pfizer, già programmata, è stata infatti contingentata dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri che ha deciso di centralizzare le assegnazioni alle Regioni. Il criterio resta ignoto e il presidente della Regione Campania va su tutte le furie. 

 «L’unico criterio che può valere - tuona - è quello di assegnare i vaccini in base alla popolazione residente. Abbiamo ricevuto nella serata di ieri - scrive in una nota - la comunicazione che la fornitura di vaccini prevista per la Campania il 25 gennaio è stata dimezzata. Non si capisce in base a quale criterio. Già i ritardi dei giorni scorsi hanno prodotto un forte rallentamento. Questa ulteriore riduzione di consegne rischia di bloccare del tutto le somministrazioni, determinando una situazione gravissima e inaccettabile. Siamo consapevoli delle grandi difficoltà create dai forti ritardi della casa produttrice. Ma a maggior ragione è tempo di scelte chiare e oggettive. È indispensabile - continua il Governatore - garantire il completamento dei richiami per i primi vaccinati. Questo può avvenire solo sulla base di un unico criterio oggettivo: attribuire i vaccini in base alla popolazione residente operando già in questa fase un riequilibrio rispetto alla prima assegnazione di gennaio avvenuta sulla base di criteri fortemente sperequati. Invito il commissario Arcuri - conclude - a procedere sulla base di una linea di equità e oggettività assoluti a tutela dei nostri concittadini e nel rispetto di uno sforzo organizzativo enorme compiuto dalla Regione Campania che non può essere vanificato. Siamo pronti, in caso contrario, a tutelarci in ogni sede». 

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Parole dure che assumono risvolti politici in una fase delicata della composizione degli equilibri di governo. Ma proviamo a ricostruire lo scenario degli ultimi giorni. Una settimana fa Pfizer Usa annuncia di dover ridurre del 30 per cento le consegne all’Italia per adeguare le linee produttive in Belgio. La sofferenza dovrebbe durare alcune settimane. La prima a risentirne è la fornitura del 18 gennaio: In Italia arrivano circa 165 mila dosi in meno di quelle previste ma i tagli non sono identici per le Regioni. Pfizer decide di togliere a chi più a chi meno probabilmente in ragione dello stato di avanzamento del loro utilizzo visto che va completato un ciclo di due somministrazioni in tre settimane. La Campania si porta avanti col lavoro e accantona poche dosi avendo assicurazioni sulle successive consegne. Arriviamo al 18 gennaio: in Campania arrivano 38.610 dosi, solo 4.680 in mano rispetto alle alle 43.290 della consegna piena (33 scatole anziché 37).  

 

La scure imbracciata da Arcuri scatterà dunque il 25 gennaio. In Italia, secondo fonti della Regione Campania, arriveranno 465.660 dosi contro le 468.975 previste. Mancherebbero all’appello dunque appena 3.315 unità. Il 1 febbraio arriverebbero poi in Italia altre 510 mila dosi che raddoppiano l’8 febbraio, dunque in incremento rispetto a quelle stabilite. E non è tutto: il contratto con Pfizer non pare preveda consegne settimanali ma la copertura di quanto pattuito entro la fine di marzo. Il Commissario nazionale ieri, in conferenza stampa, ha dato numeri diversi e ha detto che il taglio della fornitura italiana il 25 gennaio sarebbe del 20 per cento: i conti non tornano. Quel che è certo è che per la Campania è un bagno di sangue in quanto Arcuri avrebbe assegnato, sempre secondo fonti regionali, solo 22 scatole anziché 41. In totale 25.740 dosi che aggiunte alle precedenti del 18 gennaio sommano 64.350 nemmeno sufficienti a doppiare le prime siringhe già effettuate. A conti fatti nella partita dei tagli la Campania andrebbe a perdere circa 20 mila dosi rispetto a quanto le spetterebbe se il criterio di attribuzione fosse basato sull’entità della popolazione (il 10 per cento del Paese vive in Campania). Tra l’altro i camici bianchi vaccinati finora hanno un’età che oscilla tra i 50 e i 70 anni, mediamente molto più alta della maggior parte delle regioni del nord.  

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA