Lancio di sacchetti contro De Luca, indagini su Insurgencia

Martedì 10 Dicembre 2019 di Mary Liguori

C'è la regia di Insurgencia, secondo la questura di Caserta, dietro il lancio di sacchetti di rifiuti contro il governatore Vincenzo De Luca. E c'è un ragazzino minorenne tra i due soggetti denunciati per violenza e minaccia a corpo politico dello Stato, perché è in questa fattispecie di reato che è stato inquadrata, dalla Procura di Napoli Nord, la condotta messa in essere lo scorso 30 novembre ad Aversa quando, approfittando della presenza di De Luca in città, i due soggetti, identificati ieri, avrebbero materialmente scagliato la spazzatura contro il presidente della Regione Campania. Oltre loro due, sul registro degli indagati c'è una coppia di napoletani che, quel pomeriggio, tentò di sfondare il cordone di polizia per avvicinare De Luca. Per loro, l'accusa è la resistenza a pubblico ufficiale. Infine, si apprende sempre da fonti investigative, altre sei persone sono state denunciate per manifestazione non autorizzata. Tra loro una donna che in più occasioni è stata presente ai disordini concomitanti con la presenza di De Luca, una donna che esibisce un cartello che recita: «La munnezza per te oro, per noi veleno: De Luca, vettenne».

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Sono state le indagini della Digos della questura di Caserta a ricostruire i contorni dell'episodio che ha spinto De Luca non solo a sporgere denuncia, ma anche ad appellarsi a Mattarella e a parlare di «azioni squadriste» contro la sua persona, continui attacchi dai quali, sempre a dire del governatore, lo Stato nel tempo non lo ha difeso. De Luca ha riferito dopo il lancio di sacchetti ad Aversa che, in più occasioni, un gruppo di attivisti lo ha seguito mentre era impegnato sul territorio per iniziative di varia natura e ha poi cercato il «contatto» con lui e con il suo staff. Quanto accaduto ad Aversa, a ogni modo, è stato filmato e in parte pubblicato sui social network. E, insieme alle identificazioni eseguite già al momento dei fatti dalla polizia presente sul posto, e alla dettagliata denuncia del governatore, ieri la polizia ha potuto chiudere il cerchio. Le persone denunciate risiedono tra Napoli, Giugliano in Campania, Caivano, Mugnano e nell'Agro aversano. Provengono tutti dal territorio della cosiddetta terra dei fuochi e, almeno inizialmente, quel giorno, avevano protestato pacificamente invocando la bonifica delle zone tristemente note come discariche di veleni, territori in cui il tasso di incidenza di malattie tumorali è altissimo. Aree flagellate per le quali il governo regionale ha promesso particolare interesse, interventi che però i comitati che sfilano periodicamente ritengono insufficienti. Tornando a quel sabato, ad Aversa De Luca ci era andato per la firma di un protocollo per le Città sostenibili. Un incontro annunciato pubblicamente, al quale si presentarono una trentina di attivisti, vicini al comitato Stop Biocidio e ai centri sociali napoletani.

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Seguirono i soliti slogan, poi il tentativo di sfondare il cordone di polizia e, in rapida successione, furono scagliati due sacchetti di spazzatura contro il governatore. Da ieri si sa che un minorenne e un attivista adulto vicini a Insurgencia furono gli autori del lancio. Una delle buste centrò alla schiena il presidente per fortuna senza arrecargli danni fisici. A quel punto, la scorta di De Luca portò via il governatore dalla piazza in tutta fretta. Feroce fu ovviamente la reazione del presidente che parlò di «Azioni squadriste di delinquenti». La replica di Stop Biocidio non si fece attendere. Attraverso la propria pagina Fb gli attivisti rivendicarono la contestazione: «Sono piovute diverse sacchette sul governatore. Un personaggio che dopo un'estate flagellata dai roghi tossici, si permette ancora di dire che Terra dei Fuochi non esiste e non è un problema. Non esiste altra strada: o lui o la nostra terra».

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