«Vitalizi: tagli soft», doppio binario M5S: prima firma l'accordo e poi protesta

Venerdì 24 Maggio 2019 di Adolfo Pappalardo
I grillini cantano già vittoria sui vitalizi: «Costringeremo la Regione e De Luca tagliare questo odioso privilegio», attacca la consigliera regionale M5s Valeria Ciarambino dopo la riunione della commissione Affari costituzionali (ieri mattina) che è stata alquanto movimentata. La proposta di taglio, un'aliquota per scaglioni sulle pensioni più alte, ricalca infatti l'accordo stipulato in Conferenza Stato-Regioni alla metà di aprile e concordato con il governo. Un accordo quadro a cui tutte le Regioni hanno deciso di adeguarsi anche se il sistema pensionistico non è uguale dappertutto. E qualche ente già in passato ha effettuato delle sforbiciate (è il caso della legislatura Caldoro). Ma l'accordo di aprile è diventato già una proposta di legge bipartisan a firma dei consiglieri di tutti i partiti (grillini compresi escluso il consigliere dei Verdi Francesco Borrelli). Ma ieri mattina i grillini, ben 5 in commissione, hanno deciso di alzare il tiro e chiedere ulteriori sforbiciate. Dalla reversibilità al cumulo dei vitalizi. «Noi puntiamo a un ulteriore risparmio, grazie all'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 67 anni e al divieto di cumulo con i vitalizi di altre cariche elettive», attacca la Ciarambino. «Ci siamo astenuti dal documento approvato oggi (iri, ndr) in commissione perché li riteniamo due punti imprescindibili: il divieto di cumulo dei vitalizi percepiti grazie a cariche elettive senza che siano mai stati versati dei contributi e il divieto di reversibilità e cumulo dei vitalizi per i parenti che vivono già in condizioni agiate», ricara il verde Francesco Borrelli.
 
Proprio in Commissione, ieri mattina, è stato fatto notare che i tempi sono stretti e la proposta di legge da discutere è stata firmata, oltre che dai consiglieri di maggioranza e opposizione, anche dalla Ciarambino e dalla collega Maria Muscarà. E le modifiche proposte ieri mattina sono impossibili da discutere in tempi brevi se c'è il termine ultimo da rispettare: il 30 maggio prossimo. Altrimenti, come previsto dalla Finanziaria firmata dal governo, le Regioni che non si adeguano si vedranno tagliare del 20 per cento i fondi statali (e per la Campania sono 120 milioni). Da qui il compromesso di andare avanti. Oggi, quindi, il testo andrà in commissione Bilancio dove passerà senza problemi perché non è previsto, alcun aggravio di spesa.

Poi il 28, subito dopo il voto europeo, il testo andrà in Aula per essere votato. Giusto in tempo per non finire sotto la scure delle penalità previste nell'ultima legge di Bilancio. Anche perché i tagli dovrebbero partire solo dal prossimo dicembre. Ma cosa faranno i grillini? Da un lato l'idea di andare avanti a carrarmato con tagli ancora più duri ma anche con il rischio di non portare però a casa la legge voluta proprio dall'M5s che ne ha fatto un cavallo di battaglia delle ultime politiche. In mezzo lo scenario in cui la legge arriverà in Aula dove i grillini potrebbero astenersi sui singoli articoli per fare in modo che la legge così come è arrivata nelle commissioni passi. Altrimenti, penalità a parte, non procedere e non portare la norma a casa potrebbe comunque essere letta come una sconfitta dei grillini campani. Ultimo aggiornamento: 15:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA