Whirlpool, avviata la cessione del ramo d'azienda agli svizzeri della Prs: «Manterremo livelli occupazionali»

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«Rispetto e dignità». È lo slogan, accompagnato da trombe e battimani, che risuona sotto le finestre del Mise scandito da un folto drappello di lavoratori del sito Whirlpool di Napoli, al centro del nuovo tavolo di confronto convocato oggi. Circa 200 lavoratori con la stessa scritta sulla maglietta che esibiscono ormai da mesi, «Napoli non molla», accompagneranno il nuovo incontro tecnico dopo l'annuncio di importanti dichiarazionì fatto da Whirlpool nei giorni scorsi, una comunicazione che per Fim Fiom e Uilm preluderebbe alla vendita del sito. L'incontro sarà presieduto dal neo sottosegretario al Mise, Alessandra Todde del M5S.

Al tavolo sulla vertenza Whirlpool che si sta tenendo al Mise l'ad Luigi La Morgia ha annunciato che domani l'azienda avvierà la cessione del ramo d'azienda per la sede di Napoli. Lo si apprende da fonti presenti al tavolo. L'unica soluzione per lo stabilimento è l'individuazione di un nuovo partner - ha continuato La Morgia - che è stato individuato in Passive refrigeration solutions (Prs). 

Prs «ha elaborato un progetto di riconversione che individua nello stabilimento di Napoli una struttura idonea alla produzione di sistemi di refrigerazione passiva», «la nuova missione sarà in grado di mantenere gli attuali livelli occupazionali». Così Whirlpool che si dice «sin da ora impegnata a sostenere un costo significativo dell'operazione di vendita, quantificabile in 20 milioni di euro, per la nuova missione del sito di Napoli, che garantirà, per tutti i lavoratori, i diritti acquisiti, le tutele reali e il livello retributivo corrente».

Nelle prossime settimane, Whirlpool e Prs sono disponibili a effettuare con i sindacati e le controparti istituzionali l'esame congiunto del trasferimento del ramo d'azienda e del piano industriale che garantirà nuova vita allo stabilimento di Napoli e ai suoi 410 dipendenti»

 

Non incontra il favore del presidio dei lavoratori della sede Whirlpool di Napoli che staziona sotto al Mise l'annuncio della cessione del ramo di azienda: «Scendete, scendete abbandonate il tavolo» è il grido che inviano a Fim, Fiom Uilm seduti al tavolo. Momenti di tensione sono succeduti. Alcuni manifestanti si sono infatti scagliati verbalmente e fisicamente contro i rappresentanti sindacali, alcuni dei quali si sono protetti restando dietro ai cancelli del ministero. I lavoratori respingono la possibilità che Whirlpool ceda il ramo d'azienda di Napoli a un'altra società. Le forze dell'ordine presenti sono intervenute per tranquillizzare i lavoratori e al momento sembra essere tornata la calma.

La decisione di Whirlpool sul sito di Napoli «è una grave scorrettezza da parte della multinazionale nei confronti sia del Governo che dei lavoratori». Così la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde (M5S). «Ferma contrarietà» anche del vicecapo di Gabinetto, Giorgio Sorial:«il Governo non può accettare il comportamento dei vertici della Whirlpool, che hanno sempre trovato il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni per individuare una soluzione condivisa finalizzata a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei lavoratori del sito di Napoli». 


«L'avvio della procedura di cessione ramo d'azienda per noi è offensiva». Così Barbara Tibaldi, segretario nazionale Fiom, commenta l'annuncio di Whirlpool al tavolo di confronto. «Prevederebbe un confronto tra le parti, ma non mi sembra ne abbiate intenzione. Vi invito ad avere rispetto per i lavoratori», prosegue ricordando come ci sia «un accordo da rispettare, quello del 25 ottobre 2018», conclude.

Le dichiarazioni di Whirlpool sull'intenzione di dismettere il sito di Napoli, con la partenza già domani di una procedura di trasferimento di azienda, sono «un atto unilaterale molto grave e chiediamo al Governo di passare dalle parole ai fatti per impedire la dismissione del sito campano, che non solo colpisce centinaia di famiglie in un'area disastrata dalla disoccupazione ma prelude più generale a un disimpegno della multinazionale dall'Italia, in spregio all'accordo firmato in sede istituzionale meno di un anno fa». Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, in una nota diffusa al termine dell'incontro tenutosi al Mise. «La direzione aziendale - sostiene che l'unica soluzione economicamente sostenibile sarebbe la cessione dello stabilimento alla società Prs - continua Ficco - una startup che possiede un brevetto per il trasferimento di derrate alimentari, e che il provvedimento del Governo non vale a mutare questa situazione». La Uilm esprime la sua «più dura contrarietà alla dismissione di Napoli, poiché fin troppe operazioni di reindustrializzazione sono fallite miseramente in questi anni e perfino quelle avviate da Whirlpool a Caserta o dalla sua controllata Embraco a Torino sono in gravissimo ritardo», prosegue la nota ricordano che c'è un accordo sottoscritto «non solo con il sindacato ma anche con le istituzioni italiane ad ottobre del 2018, che deve essere rispettato». Al Governo «chiediamo di passare dalle parole ai fatti. L'allora ministro Di Maio aveva promesso di colpire Whrilpool se avesse dismesso Napoli e di sostenerla se invece avesse rilanciato l'attività produttiva, ma la norma poi varata ha colto solo in minima parte le nostre richieste e si è dimostrata del tutto insufficiente», conclude la nota. 

«Fumata nera per i lavoratori della Whirpool di Napoli e di tutto l'indotto, ma l'Ugl Metalmeccanici non sarà complice di un'ennesima reindustrializzazione fallita già in partenza come Embraco To, Carinaro Caserta». Con queste parole il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, presente oggi al tavolo insieme al segretario Ugl Metalmeccanici di Napoli, Ciro Esposito, e alle rsu, commenta l'esito dell'incontro odierno al Mise presieduto dal sottosegretario dello Sviluppo economico e dal vice capo di gabinetto ing. Giorgio Sorial, «Dopo la pausa estiva - spiega Spera - si pensava ad un passo indietro da parte dell'azienda, alla luce misure straordinarie messe in campo dal governo per la decontribuzione pari a 17 milioni di euro. Invece oggi l'azienda ha comunicato, durante l'incontro, che da domani sarà spedita a tutte le organizzazioni sindacali una procedura di art. 47, cessione ramo di azienda, nel confronti della società PRS azienda che presenterà un piano industriale per una riconversione dell'azienda che garantirebbe tutti i lavoratori». L'Ugl Metalmeccanici, sottolinea Spera, «ribadisce con forza che l'accordo sottoscritto ad ottobre 2018 va rispettato con tutte le garanzie, anche da parte del nuovo governo. Anche la Regione Campania e Comune di Napoli hanno riaffermato il loro impegno con la decontribuzione, zone zes e contratti di sviluppo. Ma l'incontro è finito senza alcuna risposta da parte dell'azienda».

«Nella vicenda di Città della Scienza c'è un'unica priorità: la salvaguardia dei lavoratori e il rilancio di una struttura fondamentale e riconosciuta a livello internazionale». A dichiararlo, in una nota congiunta, sono i segretari generali di Cgil Campania, Cgil Napoli e Filcams Cgil Campania e Napoli, Nicola Ricci, Walter Schiavella e Luana Di Tuoro. «Città della Scienza - ricordano Ricci, Schiavella e Di Tuoro - come certificato dal lavoro svolto dal commissario Albano, era giunta due anni fa ad un punto di non ritorno, nonostante le potenzialità e l'unicità del progetto. L'istituzione scientifica era in una gravosissima situazione finanziaria, derivata da una gestione quanto meno poco accorta, non sostenibile con le sole risorse della Fondazione. Questo nonostante, come accertato dalla gestione commissariale, la riscossione del premio assicurativo per l'incendio doloso del 2013, pari a circa 15 milioni di euro, e le provviste derivanti dalle donazioni private che ammontavano a 2 milioni di euro.


«Si è appena concluso l’incontro al Ministero dello sviluppo economico per la vertenza Whirlpool. Abbiamo come sempre portato il nostro supporto alle lavoratrici e ai lavoratori del sito di via Argine, ma questa volta abbiamo potuto sostenere a voce alta che il sito di Napoli est è luogo di legalità e di cultura e che un sito senza lavoro perde quella connotazione e si trasforma in un luogo di illegalità e criminalità. Siamo pronti come sempre a fare la nostra parte. L’azienda Whirlpool ha sostenuto ancora una volta che non ci sono soluzioni, se non la riconversione attraverso la vendita a un compratore - PRS - che produce sistemi refrigeranti passivi e che da domani partono le consultazioni. Ancora una volta la città di Napoli si schiera al fianco di chi sta conducendo una battaglia lunga e che sembra senza fine. Non lasceremo soli i lavoratori e ci auguriamo solo una svolta rapida, perché mai come in questo caso i tempi sono un fattore fondamentale. Crediamo fermamente, da amministratori che credono nei valori della carta costituzionale, che il diritto al lavoro vada tutelato in ogni sua forma e che gli accordi istituzionali vadano rispettati». Questo il commento dell’Assessore al Lavoro Monica Buonanno.
Martedì 17 Settembre 2019, 15:12 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 07:02
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2 di 2 commenti presenti
2019-09-17 19:46:35
La domanda che i politici ed i sindacati, ed il Sindaco, dovrebbero porsi: perché tutte queste realtà produttive italiane allocano all'estero la produzione, multinazionali e non ? il problema è strutturale , non della Whirlpool di Napoli e non di oggi. Se non si affronta il tema con una legge che favorisca chi investe in Italia pretendendo in garanzia contratti lavoro a tempo indeterminato e non i soliti pannicelli caldi che risolvono problemi momentanei e localizzati, che servono a tappare la bocca ai politici e sindacalisti. Mi domando, così banalmente, se un imprenditore guadagna bene da una attività produttiva perché dovrebbe cessare l'attività. Occorre vedere come fanno in altri Paesi, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Svezia ........ non dobbiamo inventare l'acqua calda.
2019-09-17 18:00:54
Guagliu'...ma con questo sindaco e con questo governo cosa vi aspettate????

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