Whirlpool Napoli, sos a Trump: «Può fermare la vendita»

Giovedì 26 Settembre 2019 di Valerio Iuliano

Napoli chiede aiuto agli Stati Uniti e, intanto, la palla passa a Palazzo Chigi. I lavoratori Whirlpool di via Argine hanno effettuato ieri un sit-in sul lungomare per poi raggiungere la sede del consolato americano. «Abbiamo chiesto al console generale di essere ricevuti - ha detto il segretario della Fiom, Rosario Rappa, durante il presidio a piazza della Repubblica - deve intervenire presso la multinazionale per modificare le sue posizioni». I 250 manifestanti hanno poi incontrato il funzionario Joshua Lawrence, che si è impegnato a far pervenire la richiesta al console.
 
Evitare la cessione della fabbrica è l'imperativo categorico dei metalmeccanici, che si sono dati appuntamento presso la fermata della metropolitana di Mergellina: «Whirlpool, Napoli non molla» è la scritta sulle magliette ma questa volta è comparsa anche «Naples won't give up». Gli operai hanno esposto un cartello con un appello alle istituzioni. «Premier Conte, ministro Di Maio: parlate con il presidente Trump. Le multinazionali devono rispettare gli accordi, Whirpool deve rispettare il popolo italiano». Il coinvolgimento del presidente del Consiglio per tentare di risolvere positivamente la vertenza è, forse, l'ultima carta da giocare. «Il governo, le istituzioni e tutte le forze politiche si uniscano in un pressing corale - sottolinea il segretario generale della Uilm Campania, Antonio Accurso - per far cambiare idea alla Whirlpool e riportarla al tavolo. Questo è solo l'inizio di una battaglia che sarà sempre più decisa e diffusa».

«Il pacco è servito», è la scritta che compariva su un contenitore di cartone che gli operai utilizzano per ironizzare sul piano di riconversione industriale con la probabile cessione alla società elvetica Prs. Il governo italiano, intanto, sembra intenzionato a tentare tutte le soluzioni possibili. Dopo lo stop al tavolo di confronto deciso dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli - «è inutile sedersi con chi ha già deciso», le parole del ministro nei giorni scorsi - la vertenza dovrebbe arrivare presto in Consiglio dei ministri. L'ipotesi sempre più probabile è quella di una convocazione, da parte del premier Conte, dei vertici della multinazionale americana, per sollecitarla a rimettere in discussione la cessione del ramo d'azienda. Un'eventualità auspicata da tutti ieri, durante il corteo sul lungomare. Mentre qualcuno ricordava il precedente benagurante della convocazione della stessa multinazionale, da parte dell'ex premier Renzi, per risolvere la crisi a Carinaro.

Il sindaco de Magistris ha incontrato ieri a Roma il ministro Patuanelli. «Ho rappresentato l'esigenza che Whirlpool mantenga gli impegni sottoscritti con il governo un anno fa - ha spiegato il sindaco - il ministro si è impegnato a rappresentare quali saranno i passaggi ulteriori del governo». La mobilitazione ha coinvolto tutti gli stabilimenti Whirlpool con lo sciopero generale di 8 ore. I 5500 dipendenti delle 8 fabbriche italiane hanno incrociato le braccia per ribadire il loro no alla decisione di cedere lo stabilimento partenopeo alla società svizzera Prs. Quella di ieri è la prima delle due giornate di sciopero fissate dai sindacati, fino alla manifestazione prevista per il 4 ottobre prossimo a Roma. Mentre una delegazione degli operai Whirlpool si è recata in serata allo stadio San Paolo, durante Napoli-Cagliari.

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