«Dante Inferno» al Castel dell'Ovo: animazione tridimensionale delle illustrazioni di Gustave Doré

Mercoledì 24 Novembre 2021
«Dante Inferno» al Castel dell'Ovo: animazione tridimensionale delle illustrazioni di Gustave Doré

La Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo diventa lo spazio di un’esperienza immersiva con “Dante Inferno”, un’animazione tridimensionale delle illustrazioni della Divina Commedia  realizzate da Gustave Doré nel XIX secolo, un ciclo di incisioni che costituiscono tuttora la più potente e immaginifica rappresentazione visiva del capolavoro dantesco. Il lavoro artistico è ideato e realizzato graficamente da Giulio Fazio, che ha curato anche regia e musica insieme a Massimiliano Sacchi. “Dante Inferno” è una produzione dell’associazione culturale Giano Bifronte presieduta da Paolo Nappi. “Dante Inferno” è realizzato con il patrocinio del Comune di Napoli.

Dal 27 novembre al 31 dicembre, dalle 10 alle 18, il visitatore sarà condotto in un viaggio tra immagini, parola e suoni forti. Ogni singola tavola diviene una scena animata e si riempie di colore, dando vita a una narrazione intensa in cui i tanti personaggi e le ambientazioni assumono una consistenza di raro spessore. I versi di uno dei più grandi poemi della letteratura di tutti i tempi si rifrangono nella fantasia visionaria di un grande pittore, accompagnati da una colonna sonora contemporanea che unisce un discorso orchestrale al sound design con un risultato di una riattualizzazione inedita e di estrema immediatezza narrativa.

Il testo dell'opera è costituito interamente da una selezione di versi della Divina Commedia: diversi attori prestano la propria voce alla moltitudine dei personaggi che Dante e Virgilio incontrano nel corso del loro viaggio agli inferi. La storia si snoda seguendo la stessa cronologia dell'opera letteraria. La Voce di Dante è di Paolo Cresta, quella di Virgilio è di Antonio D’Avino, la voce di Francesca è di Barbara De Dominicis, la voce di Ciacco e dei dannati è di Gianni Caputo, la voce di Caronte, Pier della Vigna, Ser Brunetto è di Manuel Di Martino, la voce di Beatrice è di Fabrizia Sacchi.

La Divina Commedia è un'opera immortale perché capace di parlare a tutti gli uomini con immutata forza nel corso dei secoli. Pur essendo pienamente calata nella sua epoca, l'opera trascende la dimensione temporale arrivando ad essere eterna, riuscendo cioè a conservare intatta tutta la sua potente forza comunicativa, una universalità che solo pochissime opere possiedono. Essa parla dell'uomo, di ciascun uomo e della sua personale vicenda, della ricerca di una ragione dell'esistenza e della ricerca di una dimensione spirituale che lo aiuti a superare le difficoltà che la vita materiale pone sul suo cammino.

Le illustrazioni di Gustave Doré colgono appieno le sfumature del testo amplificandone la forza espressiva, con un segno che si è imposto nella fantasia dei lettori come complemento necessario ed inscindibile. I versi del poema possiedono una musicalità, una capacità descrittiva ed un ritmo che si prestano naturalmente all'interpretazione musicale, come dimostrano le molteplici versioni che nel corso della storia ne hanno dato grandi musicisti: la Commedia è un'opera piena di suoni, di rumori: un poema sonoro. Lo stesso Dante fu al centro del dibattito musicale del suo tempo, un'epoca di trasformazione profonda in tutti i campi e anche della musica, alla quale il medioevo rivolse un'attenzione enorme, attribuendole un'importanza ineguagliabile tra le arti, con la sua capacità di essere contemporaneamente umana e cosmica, stimolo dei sensi e dell'intelletto, espressione dell'armonia del cosmo.

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