Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

A Palazzo Reale di Napoli si riuniscono tutte le Residenze d'Italia per la "conservazione preventiva"

Martedì 31 Maggio 2022 di Alessandra Martino
A Palazzo Reale di Napoli si riuniscono tutte le Residenze d'Italia per la "conservazione preventiva"

Una vera e propria rete di Musei Reali di tutta Italia si sono riuniti per la prima volta a Napoli a Palazzo Reale per parlare di conservazione preventiva dei beni culturali.

Oggi e domani si incontreranno direttori, curatori, architetti e restauratori delle più importanti residenze reali d’Italia per confrontarsi sulla conservazione dei manufatti, degli arredi e dei tessuti, ma anche sui sistemi di monitoraggio e sulla valutazione dei rischi derivanti dalla frequentazione del pubblico.

Uno degli obiettivi che gli operatori dei siti si pongono è anche quello di comunicare in maniera chiara e ai visitatori i sistemi di tutela perché si sentano coinvolti nella difesa di un patrimonio che appartiene a tutti.

«In questo modo riusciamo a dare maggiori informazioni anche ai visitatori e riusciamo a spiegare perché alcune stanze dei Palazzi possono essere chiuse. Ci sono degli spazi privati che non sono nati per essere visitati da un pubblico», spiega Epifani.

«Il Palazzo Reale di Napoli ha poche stanze private -aggiunge- ma in molti Palazzi d'Italia c'erano e ci sono delle zone intime dove noi oggi facciamo entrare tante persone, quindi, bisogna farli entrare con la consapevolezza e con i limiti del luogo che visitiamo». 

Nella prima giornata è stato presentato il volume recentemente pubblicato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che fornisce linee guida per le best practices e che può rappresentare un supporto per il futuro della conservazione dei siti reali, legati da problematiche comuni.

Alla realizzazione del volume ha collaborato anche Mario Epifani, direttore del Palazzo Reale di Napoli a testimonianza di una prima occasione di collaborazione e di studio.

Dopo il benvenuto del direttore di Palazzo Reale, Mario Epifani e della Regione Campania si è discusso anche dei vari protocolli e prassi di una buona conservazione del patrimonio. A moderare Marta Rogozzino, Direzione regionale Musei Campania che ha ricordato l'importanza di incontri di questo tipo che permette di mettere in contatto molte residenze italiane come i Musei Reali di Torino al Quirinale, da Palazzo Pitti alla veneta Villa Pisani, dai palazzi reali di Milano, Genova e Palermo alle regge borboniche e alle residenze sabaude.

«L'obiettivo è quello di confrontarsi sulle metodologie di conservazione e manutenzione ordinaria e straordinaria -dice Ragozzino- e di raffinare un'immagine e una linea d'azione coerente e unitaria per tutte le Residenze». 

Domani il convegno si concluderà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno le università napoletane, gli istituti e le scuole di restauro con l’obiettivo di creare nuove figure professionali che si occupino di conservazione preventiva attraverso corsi specifici.

 A sostegno di questi obiettivi, che si prefiggono di dare ampio spazio all’attività di conservazione, parteciperanno anche il Politecnico di Milano che ha sviluppato studi specifici sul monitoraggio ambientale e la Fondazione Compagnia di San Paolo che ha creato un bando apposito sulla conservazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA