Capri, Marco Grasso e Paolo Cirio discutono di crisi climatica a Villa San Michele

Giovedì 7 Ottobre 2021
il titolo del podcast di Marco Grasso

La crisi climatica e le responsabilità dell’industria petrolifera: questo il tema della conversazione che si terrà domenica 10 ottobre alle ore 16 a Villa San Michele, ad Anacapri. Ne discuteranno Marco Grasso, Professore di Geografia Economica e Politica all’Università di Milano-Bicocca, ideatore del Podcast "Benzina sul fuoco", in rete da pochissimi giorni con il primo di cinque episodi, insieme a Paolo Cirio, artista e attivista, autore di Natural Sovereignty, la mostra/denuncia che mette in scena dal 9 ottobre al 3 novembre alla Certosa di San Giacomo le conseguenze di terribili nefandezze ambientali perpetuate a danno di migliaia di specie di flora e fauna, oggi in estinzione. 

L'opera più recente di Cirio è stata infatti largamente influenzata dagli studi di Grasso, già co-autore di "Tutte le colpe dei petrolieri" , tanto da spingerlo ad invocare, dati alla mano, un tribunale utopico del crimine climatico, nel quale le maggiori compagnie petrolifere e di carbone siano messe sotto processo e giudicate da esperti di giustizia internazionale e dal pubblico che si costituisce parte lesa. Dal canto suo Grasso parte dall'assunto che il petrolio è dappertutto, persino neI vestiti, i mobili, gli smartphone, i dentifrici: qualsiasi cosa è un prodotto del petrolio, sia pure indiretto. 

Un quadro dell'artista Paolo Cirio, protagonista di "Natural Sovereignty" alla Certosa di S.Giacomo di Capri

Esaminando il cambiamento climatico come una questione morale, l'autore sottolinea l'urgenza di affrontare il problema da parte del mondo industriale. Spiega: «Modificare l'intero sistema economico e industriale su cui si è retto il pianeta fino a oggi e avviare un processo di ristrutturazione che progressivamente porti all'abbandono dei combustibili fossili in favore delle energie rinnovabili non sarà indolore, ma è tecnicamente possibile e auspicabile e non comporterà necessariamente un impoverimento, ma anzi potrà rappresentare uno stimolo importante per l'economia mondiale del futuro».

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