«Oro tra Procida e Bacoli»: la mostra di Maria Pia Daidone alla Casina Vanvitelliana

«Oro tra Procida e Bacoli»: la mostra di Maria Pia Daidone alla Casina Vanvitelliana
Giovedì 29 Settembre 2022, 10:22
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Due elementi costanti nell’opera dell'artista napoletana, di dimensione internazionale, sono il gioco e la favola. In questo suo omaggio a Procida, prodotto ad hoc per la sua prima esposizione alla Casina Vanvitelliana regala la sua visione del mondo in chiave ludica, la stessa che muoveva la ricerca del grande Paul Klee, dove l’artista, con piena consapevolezza, pur nelle sue espressione più edotte e raffinate, tende a mantenere intatta l’ispirazione e la codificazione del sentire infantile. Questo riconduce a quella dimensione estatica, propria della sua opera, propria del luogo che più ama.

Alla Casina Vanvitelliana nel parco borbonico (piazza G. Rossini, 1 – Bacoli) sarà inaugurata, venerdì 30 settembre, alle ore 17, la mostra dell’artista Maria Pia Daidone, intitolata “Oro tra Procida e Bacoli – Nonsoloinchiostri” con testo critico e direzione artistica di Antonio Ciraci. Alle ore 17:30, previsti interventi e contributi di: Antonio Ciraci e Maurizio Vitiello. La mostra sarà visitabile tutti i venerdì e sabato, ore 17-21, e la domenica, ore 10-12 e ore 17-21.

Nei tratti a penna o in quelli a china, nei rilievi paesaggistici o nella sintesi dalle linee essenziali, la figurazione di Maria Pia Daidone si muove sempre in una dimensione di intensa spiritualità, non ricercata, ma sentita. La predominanza della luce, la rigorosità del segno, riconducono a un’idea di purezza, di arcaica bellezza. Si parla di luce segno e luce colore che pervade la dimensione visiva del paesaggio urbano di Procida, Prokeitai per gli antichi greci. La Terra emersa che giace coricata, baciata dal sole, nella grande baia partenopea, tanto cara ai narratori e ai raffiguranti di ogni tempo. Tanto cara anche a Maria Pia, che ha dentro di sé quel paesaggio, quelle casupole arroccate l’una sull’altra, le viuzze e le ripide scalinate che si addentrano in Corricella e conducono alle spiagge amene, alla Santissima Annunziata, fin su Terra Murata. Maria Pia che si lascia andare, che acconcia la sua mano, le sue dita, in guisa di strumenti alchemici capaci di mutare segni, colori e materie osservate e vissute in tracce arcaiche, simboli immutabili nel tempo e, per questo, puri. Maria Pia non ritrae ciò che vede, eleva a sacro ciò che sente e vive.

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